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Curva dei tassi USA invertita: splash !

Curva dei tassi USA invertita: splash !

Pubblicato Mer 05 Dicembre 2018 - 10:11 da Emilio Tomasini Tag: Borsa

Mi sono un po’ stufato di MarketWatch.com. Dopo qualche decina di anni mi sono stancato della sua erraticità ovvero non mi piace che non prenda una direzione precisa. Se la Borsa sale ti dicono che poi scende se scende ti dicono che è una occasione per comprare. Eccetto qualche autore e in testa ai miei favoriti Mark Hulbert che scrive cose intelligenti basate sulla statistica il resto è tutta una perdita di tempo. Tranne nei momenti di panico o di euforia perché ci sono spunti che permettono di capire la ragione di certi movimenti.

 

Ammesso e non concesso che serva qualcosa capire ad esempio ieri è stato interessante come MarketWatch abbia posto l’accento sulle ragioni del drittone al ribasso. In un articolo di Mark Decambre, che di borsa di solito ne capisce poco, si spiega come ieri la curva dei tassi americani abbia invertito sulla scadenza a 3-5 anni e sia andata in backwardation. Scrivo questo sapendo che almeno la metà dei miei lettori non mi sta seguendo ed è appunto quello che abbiamo spiegato in “Guarire dalle perdite di Borsa”, il supplemento di carta formato libro che abbiamo dato alla luce alcune settimane fa. Quando la curva dei tassi “inverte”, cioè passa da inclinazione positiva a negativa (dove per inclinazione positiva significa che la curva cresce all’aumentare della scadenza ovvero per 1 anno l’1% per 2 anni il 2% e così via), significa che i mercati prevedono recessione. E’ successo così’ negli USA dal 1975 ad oggi e questa caratteristica del comportamento della curva è ricorrente.

 

 

Sarà vero ? Non lo so, so che a livello grafico gli indici USA sono sempre positivi e non possiamo certo dire che livelli critici di supporto siano stati rotti.

 

Quando sei preso dentro meccanismi più grandi di te, e in questo caso sono proprio più grandi di tutti noi, devi stare attento ai grafici e basta perché sono i grafici che parlano prima dei fatti. E finora non hanno ancora detto niente.

 

Se sono asettico sul mercato USA non mi piace invece il mercato azionario italiano. Non mi piace una congestione con barre striminzite che testimoniano la mancanza di volatilità intraday e gap che mitragliano il grafico.

 

E’ quasi una perdita di liquidità che una congestione, è come se il nostro mercato azionario stesse rantolando e poi ricordiamoci che i gap prima o poi vengono ricoperti e questo è successo ieri con il gap del giorno prima.

 

Tecnicamente il nostro mercato sta disegnando una congestione, speriamo che sia un doppio minimo in modo da comprarlo al rialzo. Più continua la congestione più le probabilità che quando viene rotta sia significativa la rottura. Intanto chi legge l’inglese e vuole approfondire questo articolo è molto interessante

 

https://www.marketwatch.com/story/how-to-predict-the-next-market-downturn-2018-07-27

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