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I TEMPI MITICI IN CUI LA BORSA REGALAVA I SOLDI

I TEMPI MITICI IN CUI LA BORSA REGALAVA I SOLDI

Pubblicato Mer 10 Gennaio 2018 - 10:50 da Emilio Tomasini Tag: Borsa

Eccoci. Ci siamo. Siamo arrivati. Non si scappa. Se non è oggi, sarà domani, se non sarà domani sarà dopodomani. Ma sarà. Lo sappiamo tutti, lo sanno i ribassisti ad oltranza, lo sanno i rialzisti, lo sanno coloro che sono neutrali perché non gliele importa nulla e guardano solo a guadagnare.

 

La resistenza di 25.548 del Ftse All Share è a portata di mano. E’ là, poco sopra noi, un piccolo colpetto e ci arriviamo. E’ dal novembre del 2009 che andiamo raccontando che un giorno sarebbe arrivato l’Eden, sarebbe finalmente arrivato il paradiso in terra ovvero il Grande Rialzo. Di questo animale esoterico se ne aveva voce, se ne aveva la labile memoria dei vecchi investitori quando raccontavano, la copertina sulle ginocchia davanti al zampillare delle fiamme del caminetto, di quell’era dove tutto saliva e anche gli stolti guadagnavano. Era quel tempo lontano lontano là verso la fine del secondo millennio in cui bastava comprare qualche azione qualsiasi azione e si faceva la “Krana” vera, la “Krana” con la K alla Crozza.

 

E gli occhi del nonnetto davanti al caminetto improvvisamente brillavano più accesi dei tizzoni del fuoco. Basta newsletter, basta trading systems, basta analisi tecnica o analisi fondamentale, tu compravi e il conto cresceva. E ritornano alla mente storie lontane di elettricisti che avevano mollato tutto e si era ritirati ai Caraibi, di studentelli che con 1.000.000 di vecchie lire regalo della laurea avevano accumulato decine di milioni (di euro), di falansteri di giovani debosciati dediti al trading in comune e ad altre attività che non è possibile ripetere su questo austero sito. Eh i vecchi tempi, i tempi dell’Eden, i tempi del sogno perduto.

 

Noi tutti non sappiamo come dove e quando la resistenza di 25.548 del Ftse All Share sarà rotta, sappiamo tutti che un giorno sarà rotta perché sono passati 9 lunghissimi anni dai tempi della grande crisi e i nostri capelli si sono fatti canuti come quelli del nonnino che parla davanti al caminetto e sappiamo che dopo il bello viene il brutto e noi abbiamo visto sia il bello che il brutto e quindi ora sappiamo che prima o poi viene il bello. Non ci importa degli stocastici frattali, non ci importa delle medie mobili e delle onde di Elliott, di Gann e dei trading systems. Apriamo la Bibbia e leggiamo l’Ecclesiaste, l’autore biblico più poeta e più umano di tutto il vecchio testamento:

 

Vanità delle vanità, dice Qoèlet,
vanità delle vanità, tutto è vanità.
Quale utilità ricava l'uomo da tutto l'affanno
per cui fatica sotto il sole?
Una generazione va, una generazione viene
ma la terra resta sempre la stessa.
Il sole sorge e il sole tramonta,
si affretta verso il luogo da dove risorgerà.
Il vento soffia a mezzogiorno, poi gira a tramontana;
gira e rigira
e sopra i suoi giri il vento ritorna.
Tutti i fiumi vanno al mare,
eppure il mare non è mai pieno:
raggiunta la loro mèta,
i fiumi riprendono la loro marcia.
Tutte le cose sono in travaglio
e nessuno potrebbe spiegarne il motivo.
Non si sazia l'occhio di guardare
né mai l'orecchio è sazio di udire.
Ciò che è stato sarà
e ciò che si è fatto si rifarà;
non c'è niente di nuovo sotto il sole.
C'è forse qualcosa di cui si possa dire:
«Guarda, questa è una novità»?
Proprio questa è già stata nei secoli
che ci hanno preceduto.
Non resta più ricordo degli antichi,
ma neppure di coloro che saranno
si conserverà memoria
presso coloro che verranno in seguito.

 

Prepariamoci dunque: tutti noi sappiamo che verrà i momento in cui il mercato, con quell’assaggio che ci ha dato negli ultimi 5 giorni, spaccherà il mondo e si inerpicherà nel cielo come un missile verso 40.000 ed oltre del Ftse All Share. Io ero davanti al computer con il satellite (per dirvi come funzionava 30 anni fa altro che Internet) quando il mercato italiano uscì da una congestione storica per avviarsi al grande rialzo di fine millennio. E siccome ero abituato a movimenti dell’1% non riuscivo a capire come si potesse raddoppiare in pochi giorni il prezzo di un titolo o come tutto apparisse senza senso in una scorpacciata di soldi che non avevo mai visto. E non avrei più visto per 30 anni.

 

Ecco volevo dirvi che non è vero che non esistono pasti gratis. E’ una bufala che vi abbiamo venduto quando eravate sui banchi dell’Università. Esistono pasti gratis in Borsa, succedono di rado ma succedono. E quando succedono conviene non fare nient’altro che mangiarseli tutti perché ricordatevi che per i prossimi 10 anni non si ripeteranno più. Quindi se non volete continuare a sbrinare il lunotto della macchina tutte le mattine alle 7 prima di andare a lavorare è bene che vi fermiate un momento e iniziate a pensare a cosa succede se ci trovassimo di nuovo nei tempi magici della fine del secondo millennio. I tempi dell’Eden, i tempi di quando regalavano i soldi.

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