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L'SP500 ha chiuso sul punto di non ritorno: ci siamo ... o su  o giù

L'SP500 ha chiuso sul punto di non ritorno: ci siamo ... o su o giù

Pubblicato Ven 30 Settembre 2022 - 08:16 da Emilio Tomasini Tag: Borsa

E’ il vecchio gioco dei ragazzini di youtube: se scende il mercato compra e vedrai che poi risale.

 

Ha funzionato per 10 anni ma ora il giocattolo si è fermato ?

 

A me viene da dire di no, almeno fino a prova contraria, ragion per cui per il momento sono ancora della stessa opinione di qualche mese fa.

 

La domanda sorge comunque spontanea quando come ieri sera fino alla fine l’SP500 ha filtrato con il supportone che lo sorregge, chiudendo finalmente sopra in netto recupero verso i minimi.

 

Quello è il punto di non ritorno, lo sa Tomasini come lo sanno gli istituzionali. Rotto quel minimo o risale subito nella più classiche delle trappole per tori oppure possiamo iniziare ad intonare il peana del “riprezzamento”, come dicono gli istituzionali. Che per noi mortali si traduce meno crescita, più inflazione, più tassi elevati e prezzi delle azioni in ulteriore ribasso.

 

Fino ad oggi i prezzi delle azioni hanno continuato a crollare, intaccando una strategia, quella del “Buy the dip” ovvero compra mentre scende,  che è diventata molto popolare nell'ultimo decennio

 

Eppure questo è l'anno peggiore per chi investe in azioni dagli anni Trenta. A dircelo sono i numeri, i risultati, percentuali …Ce lo dice anche Gunjan Banerji in un interessante articolo pubblicato dal Wall Street Journal. Interessante non per quello che racconta, che è aria fritta, ma per il fatto stesso di essere stato pubblicato in apertura del principale quotidiano finanziario del mondo. “Buy the dip” non è quindi un gioco raccontato solo da Tomasini ma anche dalla finanza buona americana.

 

Lui parla del mercato degli USA, noi leggiamo e pensiamo all’Italia.

 

Ci troviamo in un momento in cui i titoli, invece di stabilizzarsi, dopo un crollo hanno continuato a scendere, scottando gli investitori che hanno comprato.

 

Secondo i dati di Dow Jones Market Data, quest'anno l'S&P 500 è sceso in media dell'1,2% nella settimana successiva a una perdita giornaliera di almeno l'1%. Si tratta del calo maggiore dal 1931.

 

E questa prolungata flessione sta mettendo a dura prova anche la popolare strategia "buy-the-dip" che molti investitori hanno adottato con grande successo dopo l'ultima crisi finanziaria e soprattutto durante la fulminea ripresa della pandemia.

 

La situazione che si era profilata vedeva i principali indici azionari continuare a toccare record dopo record, portando molti investitori a credere che qualsiasi flessione sarebbe stata di breve durata e avrebbe rappresentato un’interessante opportunità di acquisto. Così su youtube sono nati canali di grande successo con ragazzini dal bicipite possente che sostenevano che basta comprare un ETF quando scende e il gioco è fatto. Questo ha portato gli investitori non professionisti ad acquistare e acquistare, entrando sul mercato anche quando gli investitori istituzionali erano usciti. Un fervore di acquisti che è servito finora a sostenere il mercato come contrappeso e che, se dovesse vacillare, bastonerebbe i titoli ancora di più.

 

Oggi il mercato è caduto più in basso del -25% dal massimo registrato dall’S&P 500 nel 2022, più in basso addirittura anche del declino del 2008. E non si vede la fine: il crollo è accelerato nei giorni scorsi quando le banche centrali di tutto il mondo hanno aumentato i tassi di interesse, provocando drammi  sui mercati azionari, obbligazioni e valute. Tutti e tre i principali indici azionari statunitensi sono scesi di almeno il 4%, quarto calo superiore al 3% delle ultime cinque settimane.

 

Di conseguenza, molti investitori hanno dovuto fare improvvisamente i conti con l'alta inflazione, il perdurare della guerra in Europa e la prospettiva di una recessione. Nei prossimi giorni, i nuovi dati sulla spesa dei consumatori e sulla fiducia forniranno indizi su come i prezzi elevati stiano modellando il comportamento degli americani e sulla misura in cui gli aumenti dei tassi di interesse della Federal Reserve si stiano diffondendo nell'economia.

 

La volatilità è stata giocoforza intaccata, e molti investitori hanno visto i loro portafogli diminuire costantemente settimana dopo settimana.

 

Per capire la gravità della situazione, basti pensare che lo scorso 13 settembre l'S&P 500 è crollato del 4,3%, registrando il più forte calo giornaliero dal 2020. Quel giorno gli investitori individuali hanno acquistato più di 2 miliardi di dollari di azioni e fondi, il secondo dato totale più alto dell'anno.

 

E ancora, le famiglie statunitensi hanno versato più denaro nei fondi comuni di investimento e negli ETF azionari statunitensi di quanto ne abbiano prelevato nel corso dell'intero anno.

 

Come è facilmente comprensibile, gran parte dell'euforia che ha dominato i mercati nel 2020 è evaporata. Un paniere di titoli popolari tra gli investitori individuali che include Tesla Inc., Amazon.com Inc. e produttori di chip come Advanced Micro Devices Inc. e Nvidia Corp. è sceso del 30% quest'anno, sottoperformando il mercato più ampio. Una situazione aggravata anche dal fatto che i titoli tecnologici sono particolarmente sensibili all'aumento dei tassi di interesse, con perdite elevate per gli investitori.

 

Nel frattempo, secondo gli analisti di Vanda Research, il trading infragiornaliero dei privati, definito dal volume giornaliero in dollari, è sceso a livelli che non si vedevano dal gennaio 2020, prima della pandemia.

 

Molti di questi investitori sono avvolti dal mito della innovation technology e considerano il fondo ARK Innovation ETF di Cathie Wood (la finanza è come la moda e questo è un fondo che corrisponde oggi ad una borsetta di Fendi) come l’araldo della new economy.

 

 

Mercoledì scorso, le azioni del fondo hanno registrato un balzo del 3,2% grazie all'afflusso trader che speravano di ottenere un rimbalzo dopo un continuo crollo che ha trascinato il fondo al ribasso del 60% quest'anno. Invece, il fondo ha chiuso la giornata in ribasso di circa lo stesso importo, dopo che la decisione della Fed sui tassi d'interesse ha portato molti operatori a modificare rapidamente le loro previsioni sull'aggressività della banca centrale nell'aumentare i tassi fino al prossimo anno.

 

L'aumento dei tassi ha provocato così un forte ribasso in tutto il mercato.

 

Secondo FactSet, l'ETF ARK ha registrato un afflusso di 197 milioni di dollari mercoledì, il più alto in un solo giorno da luglio. Ma sulla fine della scorsa settimana il fondo ha ripreso a scivolare verso il basso, scendendo del 4,3% e avviandosi verso un calo a due cifre per la settimana scorsa. E questa ultima settimana si deve ancora chiudere e stiamo quindi a vedere.

 

Un fattore che sta cambiando il calcolo della convenienza sugli investimento per alcuni risparmiatori: il debito pubblico ultra-sicuro appare improvvisamente interessante con tassi di interesse che non si vedevano da anni. Infatti l’elevata inflazione e gli aumenti dei tassi della Fed hanno provocato un brusco crollo del mercato obbligazionario, portando i rendimenti ai livelli più alti dell'ultimo decennio.

 

Fin qui il quadro generale, quadro che penso i lettori conoscano benissimo.

 

Ma voglio aggiungere un ma …

 

Ieri sera è stato semplicemente prodigioso come dalle 21.30 alle 22.00 l’SP500 abbia accarezzato il minimo che segna la distinzione tra la morte e la vita. E anche i trader che io seguo su youtube (quelli seri, non i ragazzini) hanno perso un po’ la testa, cosa che non vorrei fare io adesso che alla mia età non è la cosa più bella del mondo. Se solo giovedì notte proclamavano la morte del ribasso con una bellissima outside bar che superava l’ampiezza dei 5 giorni precedenti ieri sera alle 21.00 piangevano miseria ripetendo ossessivamente “nasty” “nasty” …

 

 

Io non cambio idea: finché va così va grassa perché siamo sul fondo e può solo salire, i tassi negli USA crescono ma la disoccupazione diminuisce e questo è davvero folle. Significa che non abbiamo ancora compreso (ammesso e non concesso che ci sia qualcosa da comprendere) quanto pesante sia davvero la recessione di cui tutti parlano ma che ancora non si vede (i dati sono sempre ritardati).

 

Quello che aumenta è la distinzione tra cicli economici tra USA (che hanno energia) ed Europa (che non ha energia) e se il divario continuasse di questo passo sarà davvero difficile vedere del momentum sulle azioni europee. Per il momento rimaniamo sempre dello stesso parere.

 

Poi magari alla chiusura di Wall Street oggi e dopo aver ascoltato alle 14.00 Putin cambieremo idea.

 

Ma fino ad allora ...



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