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SECONDA EDIZIONE: L'Indicatore ITI ci indicherà la retta via ?

SECONDA EDIZIONE: L'Indicatore ITI ci indicherà la retta via ?

Pubblicato Ven 22 Gennaio 2021 - 09:46 da Arianna Mantovani Tag: Borsa

Se è vero che mangiare una mela al giorno toglie il medico di torno è altrettanto vero che dedicarsi alla situazione dei mercati almeno una volta al giorno vi potrebbe togliere le rogne di chi semplicemente fa trading per “Tirare a campare”.

 

Per un trader professionista guardare i mercati con continuità significa ambire ad un’operatività che gli possa consentire un buon rendimento sul lungo periodo, tempo permettendo si intende!

 

Ponendo  come assunto imprescindibile  che la giornata è composta da 24 h, a volte diventa complicato sia per un trader professionista che per un trader semi professionista, impiegare profittevolmente il proprio tempo guardando ad un mercato azionario, quello italiano, composto da almeno 400 titoli.

 

Da questo presupposto nasce la logica del ranking; consentire un’analisi di mercato celere, precisa ed intuitiva.

 

Come può essere fatto un buon ranking delle azioni?

 

Vi sono diversi metodi, ad esempio molti trader si affidano ad una tecnica chiamata ADX,  acronimo di Avarage Directional Index, la quale si compone di un indicatore inventato alla fine degli anni ’70 da J. Welles Wilder che consente di fare lo scan automatico delle azioni attraverso la rilevazione della  presenza o meno di un trend  su quell’azione, misurandone la direzionalità.  Wilder specificò che un valore di prezzo superiore a 25 o 30 indica la presenza di un trend,  senza determinare però se quel trend sia effettivamente  al rialzo o al ribasso.

 

 

I programmi che consentono l’analisi tecnica dei mercati, come ad esempio tradingview.com,  sono predisposti per l’impostazione automatica dell’indice ADX che compare come integrazione del grafico che si sta studiando.

 

Banalmente ci sono poi metodologie di ranking che misurano il deprezzamento o l’apprezzamento di una determinata azione su base giornaliera, anch’esse fornite di default sulle piattaforme di analisi tecnica dei grafici azionari.

 

Esistono anche ranking più sofisticati…

 

Su l’Indipendente di Borsa.it  abbiamo messo a disposizione due tipi di ranking: uno gratuito e uno riservato agli abbonati paganti.

Entrambi i ranking subiscono un aggiornamento giornaliero entro le ore 18.00 e permettono di fare un’analisi pressoché immediata ed efficace del mercato azionario; entro pochi minuti si possono selezionare all’interno della Borsa italiana  i migliori 20 titoli a cui è bene sottoporre la nostra attenzione.

 

Capite bene che attenzionare 400 titoli e selezionare i migliori “Manualmente” potrebbe costituire un problema di tempo ed energie cognitive non indifferente, mentre quello che vi  troverete su l’Indipendente di Borsa.it sfiora la definizione di “Magico” e farà emozionare qualsiasi investitore o trader che sia.

 

Già nella prima schermata troverete i primi 25 titoli su cui porre la vostra attenzione; ma veniamo al sodo, cos’è e come funziona l’indicatore ITI?

 

ITI è l’acronimo di Independent Trend Index ed è interamente dedicato all’analisi delle azioni, a differenza  di ETI, indicatore invece dedicato al ranking sui fondi di investimento.

 

ETI  pone come parametro al numeratore il rendimento  e come parametro al denominatore il rischio, ottenendo un valore medio che va a misurare lo scostamento (rischio) della curva dei prezzi rispetto alla sua tendenza e dove il rendimento viene definito in base a quanto la curva si deprezza o apprezza nel corso del tempo, generalmente nell’arco di 6 mesi.

 

Quanto più il rendimento sarà multiplo del rischio tanto più il titolo verrà posizionato in una posizione apicale nel ranking di ETI.

ITI segue la stessa logica di rendimento rischio di ETI e quindi tanto più l’azione cresce in maniera lineare ed assomiglia ad una retta di 45° quanto più l’ITI è elevato e si va a posizionare in alto nella classifica:

 

 

Per  sfruttare appieno le potenzialità dell’indicatore ITI sarebbe opportuno andare ad attenzionare le azioni cosiddette “Vergini”, cioè quelle che sono appena entrate in classifica ed hanno un Iti Index che si avvicina al 10 per poi vedere ed apprezzare il percorso di salita dell’azione, mentre se partissimo dalle posizioni più alte della classifica ci andremmo a concentrare su  azioni che nella maggior parte dei casi hanno già espresso il loro potenziale di crescita.

 

Anche il discorso della capitalizzazione delle singole azioni merita di essere visto e compreso; le azioni su cui dobbiamo puntare sono le azioni che statisticamente hanno gli apprezzamenti più consistenti, in genere quelle che hanno una capitalizzazione fino a 500 milioni vanno più che bene, mentre se consideriamo un titolo con capitalizzazione già alle stelle non possiamo certamente aspettarci  grandi risalite rispetto a quelle già avvenute, stesso discorso vale per l’indice di contro valore dell’ultima barra, che generalmente dovrebbe essere preso in considerazione nella misura di 2/3 milioni di valore stimato.

 

Ultimo, ma non meno importante  parametro da considerare  è la distanza percentuale dal massimo degli ultimi 6 mesi che ci da la misura dei possibili break out futuri su un determinato titolo.

 

 

ITI è una straordinaria opportunità per affinare l’acume dell’analisi tecnica sui titoli azionari, facendo risparmiare tempo e denaro che si potrebbe perdere con un’ analisi che potrebbe risultare, comprensibilmente, approssimativa su un mercato azionario composto da 400 titoli.

 

 

ITI seleziona solo il meglio del mercato azionario italiano e lo mette a disposizione degli investitori.



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