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[ LE COMICHE ] Negli USA è in corso una vera e propria guerra sugli affitti

[ LE COMICHE ] Negli USA è in corso una vera e propria guerra sugli affitti

Pubblicato Ven 01 Luglio 2022 - 13:14 da Pietro Colacicco Tag: Borsa

La grande concorrenza tra chi cerca casa in affitto fa sì che molti si sentano costretti a pagare più di quanto richiesto dai proprietari. E c’è chi scrive delle simil-lettere d’amore per trovare una sistemazione.

 

Credevo di averle viste tutte quando, da studente fuorisede a Bologna, ho scoperto il meraviglioso mondo in cui viene catapultato chi è alla ricerca di una camera in affitto. È necessario sottoporsi a dei veri e propri casting, tanta è la richiesta di camere in città, nella speranza di piacere agli inquilini e farsi scegliere. Il tutto per potersi sistemare in una singola (il più delle volte decadente) a cifre “modiche” che vanno dai 350 euro in su.
 
Sorrido a comparare le mie esperienze a queste “guerre degli affitti” che si stanno combattendo in alcune zone del Nord America. In particolare, si legge sul Wall Street Journal, gli agenti immobiliari di New York, Chicago e Atlanta raccontano di come ci siano più persone che mai pronte a fare offerte superiori al prezzo richiesto per affittare case. 
 
È una caratteristica di quando il mercato degli affitti si surriscalda: si vengono a creare delle vere e proprie aste nelle quali chi cerca casa concorre offrendo di più rispetto ai prezzi di listino.
 
Spiacente, ma qualcun altro ha offerto di pagare un affitto più alto”, immaginate di sentirvi dare una risposta del genere, mentre siete in cerca di una sistemazione. In questo momento storico, per alcuni cittadini americani, non è raro. 
 
Non aiuta il fatto che i prezzi delle case siano oggi alla stelle. Ciò rende chi se lo potrebbe permettere riluttante ad acquistare una casa, andando ad alimentare la frenesia che si respira nel mercato degli affitti. 
 
La settimana scorsa una commissione della città di New York ha approvato un aumento degli affitti del 3,25% a partire dall'autunno per le proprietà che rientrano nelle regole di stabilizzazione degli affitti: è l'aumento più consistente da dieci anni a questa parte. Nel frattempo, nelle zone in cui gli affitti non sono regolamentati, si affitta comunque al rialzo. Nei quartieri benestanti, sempre più persone stanno facendo offerte eccessive. 
 
Ma questa situazione non si vive soltanto all’interno dei quartieri benestanti. Sul WSJ si racconta la storia di una governante di Atlanta, Tabutha Robinson, e della sua famiglia. Ad aprile, la signora ha trovato una casa con tre camere da letto quotata 1.325 dollari. L’agente immobiliare ci ha tenuto ad avvertirla che c’erano già diverse richieste per quella sistemazione.
"Ho pensato che se avessi aumentato di poco l'offerta, forse l'avrei ottenuta", dunque la signora Robinson ha aumentato la sua offerta a 1.500 dollari, che era una cifra non esattamente in linea col suo budget. Il proprietario, però, ha accettato immediatamente e lei ha pensato che fosse l’unica soluzione possibile.
 
Di storie di questo tipo se ne leggono tantissime. C’è anche chi si spinge oltre all’offerta di prezzo maggiorato: alcuni si presentano con delle lettere al proprietario simili a quelle che si scrivono tra innamorati (“pick me”). Altri chiedono ai precedenti locatari di scrivere per loro delle lettere di raccomandazione, come quelle che si usano in alcuni ambienti lavorativi.
 
Sul sito brixbid.com è possibile partecipare a delle aste per gli affitti di Chicago. La piattaforma suggerisce il prezzo, ma è possibile fare offerte al ribasso e al rialzo. Alcuni appartamenti - ha dichiarato il co-fondatore della società, James Peterson - superano il prezzo suggerito dal sito fino al 15%.
 
Sempre a Chicago, ci sono agenti immobiliari che consentono ai potenziali affittuari di segnalare la loro migliore offerta per ogni domanda di affitto che presentano. 
 
Insomma, è evidente che non le avessi ancora viste tutte. Immaginiamo solo per un attimo un circo del genere sul mercato degli affitti rapportato alla realtà del nostro Paese. Se ne vedrebbero delle belle.

 

 


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