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Apple, i big tecnologici e il termine “inflazione”

Apple, i big tecnologici e il termine “inflazione”

Pubblicato Mer 05 Maggio 2021 - 10:21 da Stefano Bonini Tag: Borsa

Ieri i titoli tecnologici hanno avuto un’importante flessione delle quotazioni.

 

Questo è conseguenza della violenta rotazione delle preferenze degli investitori e dei loro portafogli a seguito delle ipotesi inflazionistiche, così come avevamo già previsto qualche settimana fa su “l’Indipendente di Borsa”.

 

Dopo settimane di una certa sottovalutazione, la segretaria del Tesoro USA, Janet Yellen, ha dichiarato (contraddicendo Powell) che i tassi d'interesse dovranno salire per fare in modo che l’economia americana non si surriscaldi.

 

Nel frattempo Bank of America, in un report, ha riportato che la presenza sui media del termine “inflazione” è quadruplicata 2 settimane fa è cresciuta dell’800% nell’ultima settimana.

 

Secondo gli analisti di Bank of America questo è un chiaro segno di una economia che si sta avviando verso una sorta di iper-inflazione transitoria.

I rally dei mercati dell’ultimo anno dovuto, secondo il consensus degli economisti, dovrebbe essere prevalentemente dovuto alla liquidità immessa nei mercati dal decennale e globale ricorso al Quantitative Easing.

 

I titoli tech sono quelli che hanno maggiormente beneficiato di questo rally, tant’è che Apple, Google e Amazon settimana scorsa hanno presentato trimestrali boom e le loro quotazioni sono salite alle stelle.

 

Ieri invece, a seguito del citato report di Bank of America e delle parole della segretaria del Tesoro americano (ex presidente della FED) i tre giganti tech hanno fatto segnare rispettivamente -4%, -3,55% e -3% a seguito delle parole del segretario del tesoro USA.

 

In questo panorama il ritmo delle trimestrali, che spesso di questi tempi mostrano risultati superiori alle attese, scandisce la stazione borsistica contornata da un futuro a luci e ombre.



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