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Azionario Globale - il punto della situazione

Azionario Globale - il punto della situazione

Pubblicato Dom 15 Marzo 2020 - 17:20 da Francesco Placci Tag: Borsa

Venerdì abbiamo assistito a un grande rimbalzo dei mercati azionari,  in particolare il nostro indice FTSE Mib l'ha fatta da padrone tra i listini europei, segnando un +7% a fine seduta, mentre in intraday abbiamo visto addirittura il nostro indice principale toccare un +17%. Il trigger che ha fatto scattare i listini sono state le rassicurazioni arrivate a 360 gradi dalla Bce e soprattutto dalla Commissione europea sulla volontà di aiutare l'Italia di fronte all'emergenza coronavirus. Si è trattato di una inversione a U rispetto a quanto dichiarato dalla governatrice della BCE Christine Lagarde, che in un momento di grande difficoltà per economie reali, le piazze finanziarie e i cittadini europei, in particolar modo italiani, è riuscita con le sue gelide dichiarazioni di giovedì scorso a gettare ulteriore benzina sul fuoco.

 

Facciamo dunque il punto della situazione delle principali piazze finanziarie mondiali, ma prima vi voglio mostrare un grafico che sottolinea l’eccezionalità della situazione in cui ci troviamo. Sono rappresentati i maggiori crolli di mercato dell’indice S&P500 in relazione al numero di giorni che li hanno prodotti. Come potete notare, il crollo attuale, sebbene non sia il maggiore per intensità (attualmente è al terzo posto dopo il 1987 e il 1929), è di gran lunga il più severo se paragonato ai giorni necessari per per realizzarsi.

 

 

 

Analizzando le performance degli indici azionari internazionali dell'ultimo mese, aggiornate alla chiusura di venerdì, purtroppo al primo posto per performance negativa troviamo il nostro indice domestico che segna un -37.38%. Seguono a ruota Germania e Francia, a testimonianza del fatto che le piazze europee sono quelle che più di tutte hanno subito la situazione. A seguire il Giappone (che non ha visto però il rimbalzo di venerdì), Stati Uniti, Corea e Cina che se la cava con un -13%, ma dobbiamo considerare che il suo ribasso era partito in anticipo rispetto agli altri paesi, in concomitanza con il diffondersi dell’epidemia.

 

 

Diamo infine un’occhiata alle performance annuali dei singoli settori, prendendo come benchmark il listino americano. Il settore peggiore è, c’era da aspettarselo, quello energetico, con un terrificante -47.40%, complice la recente caduta libera del prezzo del petrolio.  Seguono materie prime, e settore industriale, mentre mostrano una performance ancora positiva ad un anno il settore della tecnologia e i beni di consumo non ciclici, con rispettivamente un +18.92% e un +6.86%.

 

 

In conclusione la situazione è ancora grave, il rialzo di venerdì non deve ingannare, è abbastanza comune vedere durante un bear market rimbalzi dei listini anche ingenti. Al momento in cui scrivo i cfd sul Dow Jones scambiano a -4%, la volatilità è ancora alle stelle, la curva a termine è ancora in backwardation. Temo che il ribasso non sia ancora giunto al termine. Ribadisco prudenza, un recupero a V ad oggi appare improbabile. Prima di tornare a comprare, vogliamo vedere tornare un po’ di calma sulle piazze finanziarie internazionali. Cogliere il minimo è un esercizio pericoloso.

(pagina a cura di Anna Cavazzuti e Sandro Mancini)



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