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Azioni Gefran: ottima semestrale e dividendo straordinario

Azioni Gefran: ottima semestrale e dividendo straordinario

Pubblicato Lun 23 Agosto 2021 - 22:05 da Ilaria Ferrari Tag: Borsa

Gefran è un’azienda del bergamasco attiva da oltre cinquant’anni nell’automazione industriale e quotata sul segmento STAR dal 1998.

 

Opera in tre divisioni di business (sensori industriali, componenti per l'automazione e motion control) attraverso una presenza diretta in undici paesi e sette stabilimenti produttivi tra Italia, Germania, Svizzera, Stati Uniti, Brasile, India e Cina.

 

Il business dei sensori offre una gamma completa di prodotti per la misurazione di posizione, pressione, forza e temperatura.

Il business dei componenti elettronici per l'automazione è suddiviso in tre linee di prodotto: strumentazione, controllori di potenza e piattaforme di automazione.

Il business degli azionamenti sviluppa prodotti e soluzioni per la regolazione di velocità ed il controllo di motori elettrici in corrente alternata, corrente continua e brushless.

 

Fonte: Gefran – Presentazione risultati primo semestre 2021

 

Le tecnologie Gefran trovano applicazione in settori molto diversificati, tra cui: lavorazione di plastica, metallo e legno, idraulica mobile, trattamenti termici, sollevamento civile e industriale, trattamento acque, HVAC (Heating, Ventilation and Air Conditioning) e industria alimentare.

 

Gefran è un’azienda fortemente improntata all’innovazione: investe circa il 5% del proprio fatturato in attività di ricerca e sviluppo e il 14% della forza lavoro italiana è dedicato ad attività di ricerca e sviluppo. Inoltre, nel 2019 ha lanciato un programma per favorire lo sviluppo di soluzioni innovative legate ai temi di industry 4.0 provenienti dal mondo universitario.

 

Negli ultimi cinque anni, escludendo il 2020, il Gruppo ha visto aumentare stabilmente il proprio fatturato. Buona, anche se non eccezionale, la redditività.

 

Negli ultimi tre anni Gefran ha emesso 8.487 milioni di euro di nuovo debito. Ma niente paura. Prendendo in prestito un’espressione del premier Draghi, si tratta di “debito buono”: è il contraltare di oltre 34 milioni di CAPEX (Capital Expenditure) in nuovi progetti (47%), efficientamenti dei processi produttivi (27%) e sviluppo di nuovi prodotti (26%).

 

Fonte: Evaluation.it

 

A inizio mese il Gruppo ha presentato i conti del primo semestre 2021, con tutti gli indicatori economico-finanziari che superano i valori pre-pandemia:

ricavi pari a 79.6 milioni di euro (+26.8% rispetto al primo semestre 2020);

EBITDA positivo per 14.3 milioni di euro (+95.5% rispetto al primo semestre 2020);

utile netto a 8.1 milioni di euro (+636.6% rispetto al 30 giugno 2020);

posizione finanziaria netta in attivo di 1.7 milioni di euro (in miglioramento di 5.4 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2020).

 

Fonte: Gefran – Presentazione risultati primo semestre 2021

 

La variazione della posizione finanziaria netta, come illustrato in figura, è stata originata essenzialmente dai flussi di cassa positivi generati dalla gestione tipica (15.6 milioni di euro), assorbiti da esborsi per gli investimenti tecnici effettuati nel corso del primo trimestre dell’esercizio (2.8 milioni di euro), dal pagamento di dividendi (3.7 milioni di euro) oltre che d’interessi e imposte (0.9 milioni di euro).

 

Il Consiglio di Amministrazione ha proposto la distribuzione di un dividendo straordinario di 0.33 euro per azione, in aggiunta al dividendo di 0.26 euro per azione già approvato ad aprile.

 

Secondo il management, “il perdurare della criticità nella catena di fornitura resta la principale fonte di incertezza, in un contesto che offre i presupposti per tornare nel 2021 alle performance economico-finanziarie precedenti l’emergenza sanitaria, anche superandole”.

 

Dal punto di vista grafico, il titolo viene da un rally accompagnato da buoni volumi: +158% da novembre 2020, +70% da inizio anno.

 

A seguito di una breve e salutare correzione tra giungo e luglio, è subito ripartito mettendo a segno un +14.29% nell’ultimo mese.

 

Nell’ultima settimana c’è stata di nuovo una moderata flessione (-2.80%) in linea con il generale andamento negativo dei mercati.

 

A meno di nuove tendenze generalizzate al ribasso, c’è ancora margine di crescita (il fair price secondo un modello DCF è intorno a 11.07€).

 

Il primo test è a quota 11.40€, massimo toccato appena due settimane fa, quindi a 11.80€ (massimo di gennaio 2018) e poi chissà…

 



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