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BCE: per Hallowen un dolcetto e nessuno scherzetto

BCE: per Hallowen un dolcetto e nessuno scherzetto

Pubblicato Gio 28 Ottobre 2021 - 23:56 da Stefano Bonini Tag: Borsa

La BCE con l’annuncio di oggi di Politica Monetaria non ci ha fatto nessuno scherzetto, lasciando infatti fermi i tassi di interesse.

 

Il tasso principale rimane a zero, il tasso sui depositi a -0,50% e il tasso sui prestiti marginali a 0,25%.

 

Il Consiglio direttivo della Bce "continuerà a condurre gli acquisti sino alla fine di marzo 2022 e, in ogni caso, finché non riterrà conclusa la fase critica legata al coronavirus".

 

Dall’altro lato, però, sottolinea come l’economia dell’area Euro continui a crescere con forza, pur mantenendo certi indicatori al di sotto dei livelli pre-pandemici.

 

Christine Lagarde, nella conferenza stampa, ha sottolineato il ruolo centrale dell’evoluzione della campagna vaccinale all’interno dei modelli matematico-statistici di previsione BCE

 

La conferenza stampa si è quasi esclusivamente concentrata sulle previsioni inflazionistiche della BCE, tant’è che alle domande dei giornalisti con me in sala (tutti virtualmente) la presidente ha risposto sempre in maniera ferma di come abbia piena fiducia nelle analisi fatte, nei loro modelli previsivi e nei dati analizzati.

 

Lo scenario di lungo periodo prevede un tasso medio obiettivo del 2%, in particolare viene ipotizzato un incremento dell’infrazione fino a dicembre, per poi stabilizzarsi intorno al 2% nel corso del 2022 ed infine scendere nel corso del 2023.

 

Christine Lagarde però ha sottolineato che in caso di evidenze differenti alla prossima revisione, il 16 dicembre, il Consiglio potrebbe prendere decisioni differenti.

 

Il trend del mercato internazionale è sufficientemente chiaro agli analisti, è altrettanto chiaro che la Banca Centrale Europea abbia voluto tenere un atteggiamento attendista per non alimentare le aspettative inflazionistiche.

 

In Repubblica Ceca abbiamo avuto la prima inversione sulla curva 2-10 anni, palese bandiera rossa a segnalare un rischio non più minimizzabile di contrazione che si inserisce nel pieno di un’esplosione di contagi da Covid nell’Europa dell’Est.

Abbiamo tutti capito l’importanza della Cina per la disponibilità delle materie prime, ed ecco che Pechino sta registrando il numero massimo di nuovi contagi da otto mesi e livelli inflazionistici record per beni ad alta diffusione come gli spinaci che hanno registrato un +157% da inizio anno.

 

L’effetto contagio è la principale preoccupazione pertanto ci aspetta la continuazione del QE e borse in rialzo.

 

Nella foto qui sotto il nostro collaboratore Stefano Bonini durante la conferenza stampa:

 



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