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Alla fine non ci sono più le buone vecchie tradizioni

Alla fine non ci sono più le buone vecchie tradizioni

Pubblicato Dom 09 Gennaio 2022 - 22:16 da Stefano Bonini Tag: Borsa

C’è un vecchio detto, l’Epifania tutte le feste si porta via, e buona parte di noi italiani è cresciuto con l’idea che l’arco temporale che va dal 23 dicembre al 7 gennaio sia una sorta di “periodo franco”.

 

Ho così iniziato l’anno con appuntamento per rifare la carta di identità alle ore 9.

 

Qui la prima vera grande delusione, non poter stare quei 10 minuti a convincere l’addetta dell’anagrafe che i miei capelli son biondo cenere e non castani, infatti con le nuove tessere digitali sono riportate solo le impronte.

 

Deluso, mi dirigo verso casa dei miei genitori, sicuro che riceverò la mia calza della Befana, e invece mia madre, appena arrivato mi dice: “Stefano quest’anno niente calza”.

 

Per far capire la delusione, quando vivevo in America mia madre mi spediva la calza della Befana.

 

Se sono venute meno queste tradizioni non c’è da meravigliarsi che adesso anche le fusioni e acquisizioni si negozino in pubblico con rilanci sui giornali.

 

Come avevo scritto nell’articolo del 29 dicembre, Banca Carige è un obiettivo chiave nella definizione dei nuovi equilibri bancari italiani.

 

È una banca grande (è vigilata BCE), ma non grandissima, è focalizzata su uno dei territori più redditizi come la Liguria e l’alta Toscana e si porterebbe in dote anche 380 milioni di euro di Dta (vantaggi fiscali) previsti in caso di aggregazione entro giugno.

 

Dalla fine del commissariamento Carige è alla ricerca di un compratore e forse se non fosse stato per la pandemia si sarebbe già perfezionata l’operazione con Cassa Centrale Banca.

 

Per un po’ di mesi ci sono stati rumors su possibili interessamenti sia da parte di player bancari sia di fondi di Investimento, ma erano tutte poco più che speculazioni giornalistiche, senza nessuna formalizzazione.

 

I veri giochi sono iniziati però dopo l’offerta di BPer Banca che a inizio dicembre ha formalizzato una proposta non vincolante in cui chiedeva una dote da un miliardo e che Fondo Interbancario di tutela dei depositi (che detiene l'80% dell'istituto ligure) aveva rispedito al mittente.

 

A seguito del rifiuto, BPer ha detto che si sarebbe seduta al tavolo per rivedere i termini a patto di avere l’esclusiva, che il Fondo, da buon giocatore di poker, ha rifiutato.

 

Lo stallo si è sciolto nel momento in cui su più organi di stampa venerdì hanno riportato che Credit Agricole Italia avesse fatto una offerta “informale” al Fondo, co che il titolo Carige ha chiuse con un rialzo di oltre il 10%.

 

A valle di questo è emerso che anche il Fondo di Investimento americano Cerberus sia interessato a Carige, potrebbe essere un ottimo modo per mettere mano, nel classico periodo di saldi post epifania, a una banca di medie dimensioni.

 

Per domani, lunedì 10, il Fitd ha indetto il consiglio per procedere all'esame delle non meglio precisate "offerte preliminari non vincolanti" pervenute e avviare una trattativa in esclusiva.

 

Chi dei tre contendenti vincerà non è dato saperlo e non è così interessante in questa fase: io chiaramente ho una mia ipotesi politico-industriale, che è un po' in controtendenza rispetto al consensus degli operatori.

 

Quello che interessa è che nei prossimi giorni e settimane il titolo Carige potrebbe essere sotto osservazione e oggetto di formale OPA.



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