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Digital Value: nel cielo dell’AIM è nata una stella?

Digital Value: nel cielo dell’AIM è nata una stella?

Pubblicato Lun 21 Settembre 2020 - 08:55 da Ilaria Ferrari Tag: Borsa

Oggi parliamo di Digital Value. Avete presente quando si dice che ci sono tutti i presupposti per fare bene?

 

Ecco, è questo il caso.

 

La storia di Digital Value inizia nel settembre 2018, a seguito dell’integrazione di Italware e ITD Solutions, due imprese con oltre 30 anni di esperienza nel settore delle soluzioni e servizi IT per la digitalizzazione di grandi aziende operanti nei settori strategici dell’economia italiana (Telco, Trasporti, Utilities, Finance, Automotive, Defence & Security, Industry, Pubblica Amministrazione).

 

Pochi mesi dopo segue il debutto sull’AIM Italia, che avviene secondo un innovativo format, definito “SPAC in Cloud”, in grado di facilitare e velocizzare l’accesso al listino principalmente grazie a un’informativa societaria standardizzata e alla raccolta digitale di capitali istituzionali ante-quotazione.

 

Ed è subito buona la prima: Digital Value chiude il primo giorno di negoziazione con un rialzo del 7%.

 

Ma veniamo alla valutazione del titolo e, come il buon Buffet insegna, partiamo dall’analisi dei dati di bilancio.

 

Incappiamo subito in un problema: il gruppo Digital Value di fatto non ha track record.

 

Il primo bilancio consolidato è relativo all’esercizio 2018.

 

Cercando in rete, l’unica significativa serie storica che è possibile mettere insieme è quella dei ricavi “consolidati” delle due società del gruppo dal 2013 al 2019 (si veda il grafico che segue).

 

Il trend è evidentemente positivo, tuttavia il dato dei ricavi (da solo) non è un indicatore esplicativo dello stato di salute di un’azienda.

 

 

Fonte: CFO Sim (Equity Research del 1/04/2020 - FY19 Result release)

 

Passiamo quindi, con i dati che abbiamo, all’analisi della redditività.

 

Qui, lo anticipo fin da subito, Digital Value fa scintille.

 

L’EBITDA, ovvero la ricchezza prodotta dalla gestione corrente, e gli utili negli ultimi due anni sono cresciuti a tassi a doppia cifra, sovraperformando gli obiettivi del gruppo stesso e le previsioni degli analisti (si veda l’Equity Research di CFO Sim del novembre 2018, che inaugurava la copertura del titolo).

 

 

ROE (rendimento globale per gli azionisti) e ROIC (rendimento sul capitale investito) proiettano Digital Value tra le eccellenze dell’industria Software europea.

 

Non siamo in grado di fornire stime attendibili del costo del capitale azionario e del costo del capitale aziendale, ma non c’è ombra di dubbio: questa è un’azienda che crea valore.

 

 

 

Fonte: CFO Sim (Equity Research del 1/04/2020 - FY19 Result release) e GuruFocus.com

 

Sulla scia della brillante semestrale, CFO Sim (Nomad e Specialist del titolo) a inizio agosto ha aggiornato il target price di Digital Value a 38,40 euro: potenziale implicito di upside del 34,3%.

 

Quasi contemporaneamente, secondo quanto riportato da Milano Finanza, anche Mediobanca ha visto al rialzo il prezzo obiettivo di Digital Value portandolo da 28 a 36 euro, evidenziando le prospettive di crescita (anche esterna) della società, complice la spinta alla digitalizzazione in atto a causa del Covid-19.

 

Ma queste valutazioni sono corrette?

 

È una domanda a cui non possiamo rispondere, anche se il modello DCF utilizzato da CFO Sim sembra abbastanza prudente nelle ipotesi.

 

Quello che possiamo affermare con sufficiente tranquillità è che, considerati i fondamentali dell’azienda, il prezzo corrente ha ampi margini per poter crescere ancora.

 

 

Il titolo viaggia da circa un mese e mezzo attorno ai 30 euro e, come segnalato nella sezione “titoli caldi” dell’Indipendente di Borsa, è pochi punti percentuali al di sotto del massimo storico di 32,80 euro.

 

Ha dimostrato una forza relativa importante rispetto al suo indice di riferimento, staccandolo definitivamente nella ripresa post lockdown, ma non c’è stato nessun incremento significativo dei volumi, neanche in corrispondenza dell’esplosione del prezzo dopo il 12 marzo (ad oggi +91% contro il +10% dell’AIM).

 

Del resto, ricordiamoci che stiamo pur sempre parlando di un titolo sottile, con controvalore giornaliero scambiato quasi sempre inferiore ai 500.000 euro.

 

 

 

Riassumendo al massimo: azienda con ottimi fondamentali e prospettive di crescita, titolo vicino ai massimi storici ma al momento imbrigliato in un movimento laterale. Per gli investitori più esperti è da valutare attentamente in caso di breakout.

 

(pagina a cura di Anna Cavazzuti e Sandro Mancini)



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