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E’ SCRITTO SUL MURO: LE BANCHE CENTRALI AUMENTERANNO I TASSI PER 18 MESI

E’ SCRITTO SUL MURO: LE BANCHE CENTRALI AUMENTERANNO I TASSI PER 18 MESI

Pubblicato Lun 12 Settembre 2022 - 19:05 da Emilio Tomasini Tag: Borsa

Mi stupisco sempre di quanto i media finanziari siano miopi: tutti a strillare sull’ultimo degli aumenti dei tassi di interesse diffondendo panico sullo stato dell’economia e dei mercati finanziari.

 

Non c’è niente da strillare: i mercati finanziari si muovono per tendenze e la tendenza all’aumento dei tassi continuerà fino a metà del 2023.

 

Perché scrivo questo ?

 

Perché il consensus del mercato è quello e per cambiare il consensus ci vuole tempo per cui se anche il consensus fosse sbagliato in ogni caso ci vogliono mesi per raddrizzarlo.

 

Quindi il consensus ha sempre ragione, salvo eventi eccezionali. Di seguito alcuni grafici che mostrano come ormai il consensus negli USA sia per un continuo rialzo dei tassi fino a fine dicembre 2022 (notate le frecce rosse):

 

 

La prova che i tassi (e l’economia, e i mercati finanziari) si muovono secondo un trend collaudato viene dal passato ( e se non da dove del resto l’aspirina che prendiamo quando abbiamo il mal di testa è stata testata nel passato su un campione di pazienti e si è verificato che faceva più bene che male).

 

Nel grafico che segue in rosso l’andamento dei tassi da 3 mesi da oggi, 6 mesi da oggi, 9 mesi da oggi (sempre in salita) poi in orizzontale in alto fino a 18 mesi e quindi ribasso. Nelle altre curva nere, blu ed azzurre e grigine l’andamento degli scorsi cicli economici.

 

Quindi non dobbiamo più metterci le mani nei capelli quando le banche centrali aumenteranno di nuovo i tassi perché come dicono gli americani “è scritto sul muro” e se non leggi sei fuori strada completamente.

 

 

 

Ovviamente tutto questo impatta sul PIL e sulla sua crescita ma il fatto che le banche centrali siano “serie” e determinate sull’inflazione è un plus per i mercati finanziari ed è per questo che i prezzi non crollano.

 

La crescita in Europa è vista in diminuzione dal consensus del mercato e dalla BCE ma questo viene percepito ora come una spetto negativo perché i colli di bottiglia delle “disruptions” nell’offerta vengono allargati da una domanda che inizia a recedere (le spese con carta di credito negli USA sono sempre sopra il livello pre-covid).

 

 

 

Morgan Staley nel grafico che segue mostra come gli utili per azione sono visti in calo secondo il suo Leading Earnings Indicator ma questo è normale perché se il PIL cala calano gli utili delle aziende.

 

Fino a quando e fino a quanto ma faccio notare in alto a sinistra di questo grafico un R quadrato a 0.8 che è enorme ovvero questo leading indicator prevedono accuratamente il futuro (dove per accuratamente significa non sempre ma molto).

 

 

In realtà i mercati finanziari avevano già previsto tutto e se guardiamo il nostro indice Ftse All Share notiamo come ormai (tenuto conto anche del rialzo di oggi che non appare sulla chart che segue) i prezzi hanno rimbalzato per ben 3 volte sullo stesso supportone che sembra sorreggere il mercato.

 

 

Che sia il fatto che la Borsa precede l’economia o che sia l’economia che viene condizionata dalla Borsa (questa è una cosa che non ho mai capito e non capirò mai o almeno se ci riesco poi ve lo dico) non è certo ma sta di fatto che sembra che tutto quello che avviene ora sia già stato scontato dai prezzi: e vista così è più facile che vada su o comunque in orizzontale piuttosto che crolli.

 

 

 



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