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Nuove categorie mentali per l’economia del futuro?

Nuove categorie mentali per l’economia del futuro?

Pubblicato Gio 30 Dicembre 2021 - 19:56 da Stefano Bonini Tag: Borsa

La curva dei contagi è inesorabilmente in salita e per qualche strana ragione non si è ancora ben capito, o forse non vuol essere capito, che l’unica azione di contrasto è il distanziamento.

 

Certo, il distanziamento pone dei problemi “economici”, ma solo se concepiamo l’economia con vecchie categorie mentali.

 

Racconto la storia di un amico che secondo me ben sintetizza l’attuale contesto sociale.

 

Siamo alle porte di Natale: mentre i contagi salgono e le file per un tampone davanti le farmacie crescono, si sta per svolgere il CDA di una delle più importanti università italiane.

 

In CDA viene presentata, dai direttori dei diversi dipartimenti, la delibera per avere dall’appello di gennaio solo esami in presenza.

 

Il CDA approva.

 

Nei giorni precedenti c’è stata un po’ di discussione all’interno dei dipartimenti e un giovane professore ha sottolineato, e fatto verbalizzare, che la cosa era poco razionale vista la situazione peggiorativa e l’alta probabilità di chiusure e difficoltà di spostamenti a gennaio.

 

Gli è stato risposto, in modo “elevato” e un po’ seccato: ”noi non siamo una Università on line”.

 

Il giorno dopo la stessa università ha comunicato alla docente che uno dei master dove insegna non verrà attivato nel 2022 perché non ci sono sufficienti iscritti (il master era ovviamente in modalità “in presenza” perché non è una università on line, ndr).

 

Lo stesso giorno, un’altra università (meno prestigiosa della precedente) con cui collabora la chiama perché hanno un problema con il master 100% on line che ha ideato.

 

Il master ha avuto troppe iscrizioni e pertanto devono decidere se definire dei nuovi criteri di accesso oppure prevedere più edizioni all’interno dell’anno.


Il tessuto economico sociale è inevitabilmente cambiato, così come lo sono le aspettative di clienti/fruitori di servizi: come sempre vincerà chi lo capirà per primo.

 

Ci sarà sempre meno cinema e più home streaming, meno viaggi “stipati” su voli “low-cost” e più treni che possono garantire maggiore distanziamento, solo per citare qualche esempio.   



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