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Esprinet... finché la barca va, lasciala andare

Esprinet... finché la barca va, lasciala andare

Pubblicato Gio 01 Ottobre 2020 - 01:37 da Ilaria Ferrari Tag: Borsa

Esprinet è una vecchia gloria, ben nota ai lettori che seguono da anni l’Indipendente di Borsa.

 

Nel lontano 2013/2014, in appena una manciata di mesi, regalò un meraviglioso +100%.

 

Ma veniamo ad oggi e analizziamo nel dettaglio i fondamentali di questo Gruppo della Monza Brianza, leader nel commercio all’ingrosso di prodotti informatici ed elettronica di consumo in Italia e Spagna.

 

Guardando i conti economici degli ultimi cinque anni, la prima cosa che salta all’occhio è che i ricavi sono sì in crescita perenne, ma la marginalità è risicata e in diminuzione. Anche se nel 2019 sembra esserci stata una netta inversione di tendenza.

 

Esprinet, comunque, ad eccezione dell’esercizio 2018 (influenzato negativamente dall’impatto di oneri non ricorrenti), ha sempre mantenuto un ROE sopra il 6% e un rendimento sul capitale investito (ROIC) superiore al costo del capitale (stimato attorno all’8%). Detto in parole povere: ritorno sui progetti di investimento superiore al costo del finanziamento = creazione di valore per i portatori di capitale.

 

Non a caso, guardando all'industria Hardware, Esprinet si colloca nella prima parte della classifica per redditività.

 

 

Fonti: IR Top Consulting (Equity Research del 03/08/2020 – Initial Coverage) e GuruFocus.com

 

Il Gruppo è intenzionato a difendere con le unghie e con i denti questo vantaggio competitivo e dal 2019 sta puntando tutto sull’efficientamento del capitale circolante commerciale (determinato come sommatoria di crediti verso clienti, rimanenze e debiti verso fornitori), con l’obiettivo dichiarato di raggiungere un rendimento sul capitale impiegato “significativamente superiore al proprio costo del capitale”.

 

Attraverso una migliore gestione dei livelli di scorte e l’utilizzo di diverse forme tecniche di anticipazione dell’incasso dei crediti, a fine 2019 il cash conversion cycle (pari ai giorni che mediamente passano tra l’ingresso dei prodotti in magazzino e l’incasso legato alle vendite) si attesta a 23 giorni, in netta diminuzione rispetto al picco di 34 giorni registrato a inizio 2018.

 

A fine 2019 il debito è 3,93 volte l’EBITDA annuale e l’interest coverage ratio (EBIT/interessi passivi) è pari a 6,84, al di sotto della media storica del Gruppo e della media settoriale. Questi rapporti non sono di certo esaltanti, ma nemmeno da allarme rosso.

 

C’è però un numero che scaccia via qualsiasi dubbio sulla solvibilità di Esprinet: il cash a fine 2019 copre 2,25 volte il debito.

 

Nel primo semestre 2020 il ricorso massivo e inevitabile a smartworking ed e-learning ha trainato le vendite di dispositivi e soluzioni IT all’avanguardia, main business di Esprinet: i ricavi fanno +7% rispetto allo stesso periodo del 2019, l’EBITDA adjusted +16%, l’utile netto +1%.

 

Il Covid ha dato un aiutino, ma diamo a Cesare quel che è di Cesare.

 

Esprinet è in forte espansione. Nel primo semestre 2020 sovraperforma il mercato in Spagna (+10%) e Portogallo (+68%), paese nel quale il Gruppo ha incrementato la propria presenza e vuole crescere ancora.

 

Non basta? Mentre nel mondo si naviga a vista, a metà giugno Esprinet annuncia la firma di un accordo vincolante per l’acquisizione di GTI Software y Networking, il distributore numero uno di soluzioni cloud e software aziendali in Spagna.

 

Il titolo, già impostato al rialzo dopo la fine del lockdown, all’uscita di queste notizie non poteva che brindare: tra agosto e settembre, acquistando forza relativa rispetto agli indici di riferimento (FTSE Italia STAR e FTSE Italia Small Cap), ha rotto un massimo relativo dopo l’altro.

 

 

Chi segue il Portafoglio Breakout è sul treno dal 18 settembre (6,18) e il target 50% (6,68) è stato raggiunto. Già quanto basta per dire che, comunque vada, il trade è stato positivo.

 

Il titolo, nel frattempo, viaggia spedito: ha rotto il massimo relativo di luglio 2017 e ieri ha chiuso a 7,55 (+22% dal nostro ingresso sul mercato). Le prossime stazioni? 8,24 – 8,84 – 10,49… e poi chissà, chi vivrà vedrà.

 

Secondo il modello DCF il fair value di Esprinet dovrebbe aggirarsi attorno a 6,23.

 

Questo trade è la dimostrazione che, se è certamente meglio comprare in modalità breakout un titolo sottoquotato, comprare il momentum a un prezzo equo non impedisce di togliersi delle belle soddisfazioni.

 

Quindi sedetevi comodi e buon viaggio a tutti!

 

(pagina a cura di Anna Cavazzuti e Sandro Mancini)



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