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La nuova finanza digitale: iniziano i primi scricchiolii?

La nuova finanza digitale: iniziano i primi scricchiolii?

Pubblicato Lun 17 Maggio 2021 - 08:11 da Stefano Bonini Tag: Borsa

Da anni si sente parlare di evoluzione della finanza, di superamento del banking tradizionale, in senso lato, verso qualcosa di maggiormente inclusivo e digitale.

 

Questo è così vero che adesso la parola FinTech è oramai una buzzword (espressone inglese per indicare una parola di moda sui social network) con piccole banche che fanno re-branding per “spacciarsi” innovative e altri operatori finanziari che semplicemente si professano digital con la speranza di attirare nuovi investitori.

 

Per i non addetti ai lavori FinTech è la crasidi due parole: Financial Technology, cioè tecnologia finanziaria.

 

Secondo la definizione di Banca d’Italia questa rappresenta “l'offerta di servizi di finanziamento, di pagamento, di investimento e di consulenza ad alta intensità tecnologica, che comportano forti spinte innovative nel mercato dei servizi finanziari”.

 

Il futuro dei servizi finanziari è indubbiamente legato alla digitalizzazione, però la settimana appena conclusa ha mostrato qualche prima crepa.

 

Elon Musk (Mr. Tesla), dopo aver osannato e mantenuto il prezzo dei Bitcoin per diverso tempo, vi rinuncia e dichiara che Tesla non accetterà pagamenti in Bitcoin perché la divisa digitale userebbe troppa energia e pertanto non sarebbe coerente con la sua filosofia green.

 

Gli azionistiinvestitori in crowdfunding di Oval Money, start-up italo-britannica, si sono visti recapitare una lettera che inizia con “è con grande dispiacere che oggi siamo costretti […] a mettere l’azienda in amministrazione controllata”.

 

L’azienda viene comprata da Guru Capital, società di private equity Svizzera, ed essendo entrata in amministrazione controllata, i fondi ricevuti dall’asset deal verranno usati per rimborsare in modo prioritario i creditori, tra cui chi ha investito nel prestito convertibile “Future Fund” dell’estate 2020, ma non basteranno per remunerare gli azionisti, che pertanto perderanno il capitale investito.

 

Secondo il Financial Times, BaFin, l’ente regolatore tedesco, ha inviato alcuni ispettori da N26, neo-banca tedesca completamente on-line presente in quasi tutta Europa, per verificare i controlli di antiriciclaggio e chiederne il loro potenziamento.

 

Secondo fonti confidenziali anche in Italia sarebbero in atto delle ispezioni di routine volte a verificare la solidità degli impianti di controllo di antiriciclaggio.  

 

Come dicevamo pocanzi, i servizi finanziari saranno sempre più digitali, però il crollo dei Bitcoin, la chiusura anticipata del percorso imprenditoriale di OVAL e l’aumento dei controlli da parte degli enti regolatori impone riflessioni importanti per il sistema.

 

In questo “tempo malato”, infatti, si vede crescere sempre più la liquidità nei conti correnti e ulteriori colpi a una fiducia non proprio ai massimi potrebbe avere importanti riflessi sulla propensione all’investimento.  



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