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Giornata morta con l'America chiusa

Giornata morta con l'America chiusa

Pubblicato Lun 15 Gennaio 2024 - 18:14 da Emilio Tomasini Tag: Borsa

Giornata timida e con piccoli ribassi per le Borse europee, con gli indici in leggero calo in una sessione che non avrà il supporto di Wall Street, chiusa per il Martin Luther King Day.

 

In seguito alla pubblicazione dei prezzi di produzione negli Usasi sono rafforzate le speranze degli investitori sul possibile taglio dei tassi da parte della Fed: ora gli operatori prevedono un 80% di probabilità circa che il primo taglio dei tassi si verifichi a marzo.

 

Al momento, infatti, una buona parte di mercato attende un taglio dei tassi annuale di circa 170 punti base.

 

Secondo altri, invece, questa opzione sembra troppo aggressiva: gli occhi ora sono puntati sul settore immobiliare degli Usa, i cui dati saranno pubblicati mercoledì e, qualora risultassero solidi, potrebbero spingere gli operatori a ridurre le loro scommesse aggressive.

 

Fondamentali per tutte le considerazioni, inoltre, i dati definitivi sull'inflazione nell'eurozona nel mese di dicembre e l'andamento del PIL cinese nel quarto trimestre 2023, che saranno entrambi pubblicati mercoledì.

 

Focus anche sulle trimestrali delle quotate americane, dopo che venerdì scorso le prime grandi banche hanno dato risultati contrastanti (in perdita Citigroup, delutende Bank of America, bene JpMorgan).

 

Rimanendo in tema di politica monetaria, sottolineamo che, a sorpresa, la Banca centrale cinese ha mantenuto invariati i tassi, immettendo il corrispettivo di 138,93 miliardi di dollari nel sistema bancario con prestito  medio termine di un anno ad un tasso di interesse del 2,5%, lo stesso dell’operazione precedente.

 

Inoltre, secondo un’indagine condotta dagli economisti del Wall Street Journal, la probabilità di una recessione è “diminuita nettamente”.

 

Gli ultimi dati, infatti, farebbero pensare ad un rallentamento della crescita, più di una vera e propria recessione.

 

Gli economisti sostengono che la crescita nel’anno in corso si attesterà sull’1%, nettamente inferiore rispetto al tasso normale a lungo termine e all’1,6% del 2023.

 

Nonostante questo rallentamento, le aziende americane dovrebbero continuare a creare posti di lavoro, anche se ci si aspetta un ulteriore calo dei salari medi: le previsioni per il 2024 indicano un guadagno di 64.000 dollari/mese, inferiore del 75,2% rispetto ai 225.000 dollari medi dell’anno scorso e addirittura l’84% in meno rispetto ai 399.000 dollari del 2022.

 

In questo scenario ci si aspetta anche una crescita della disoccupazione, che salirà al 4,3% della popolazione americana entro la fine dell’anno e, in passato, un tale aumento è avvenuto quasi sempre durante le recessioni.

 

Appurato che la crescita economica, seppure rallentata, rimane positiva la seconda condizione per un soft landing si verificherebbe qualora l'inflazione ritornasse al 2% circa, che è anche l’obiettivo prefissato dalla Federal Reserve.

 

Anche questo sarebbe preventivato per il 2024, con gli economisti prevedono di arrivare al 2,4% entro la fine del 2024.



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