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Guida all’inflazione, come orientarsi in un periodo in cui (quasi) tutto aumenta di prezzo

Guida all’inflazione, come orientarsi in un periodo in cui (quasi) tutto aumenta di prezzo

Pubblicato Gio 21 Luglio 2022 - 18:18 da Pietro Colacicco Tag: Borsa
Oltre al caldo infernale, la separazione dei coniugi Totti-Blasi e l’ennesima crisi di governo, c’è un altro argomento di attualità che, seppur meno alla portata rispetto agli altri, può tranquillamente essere usato per far passare il tempo di attesa al banco della gastronomia. 
 
Stiamo parlando dell’inflazione. In questo periodo storico, in effetti, non serve essere laureati in Economia e Finanza per rendersi conto dell’aumento generalizzato dei prezzi. È una notizia che si può toccare con mano, per l’appunto, anche al supermercato.
 
Il livello dell’inflazione negli USA, per dire, è in questo momento il più alto degli ultimi quarant’anni. Questo vuol dire che per la prima volta nella propria vita da adulti, la gran parte dei cittadini americani sta sperimentando un rincaro dei prezzi così serio e prolungato. Non c’è neanche da spiegare come ciò possa influire sui risparmi e sul senso di stabilità. 
 
Per analizzare in maniera approfondita il periodo attuale, il Wall Street Journal ha creato un tracker dell'inflazione per esplorare gli oltre 100.000 dati che il Bureau of Labor Statistics raccoglie ogni mese sui prezzi di qualsiasi tipo di bene: dai giocattoli fino ad arrivare alle automobili.
 
Studiare questo tipo di analisi ci permette di orientarci meglio in un periodo inflazionistico e ci fa comprendere alcune cose: l’aumento dei prezzi è generalizzato, sì, ma non tutto aumenta nello stesso modo. 
 
Anzi, ci sono anche beni che mantengono stabile il proprio prezzo e altri, addirittura, che lo vedono diminuire. 
 
Veniamo ai dati. Nel giugno di quest’anno i prezzi al consumo sono aumentati del 9,06% rispetto allo scorso anno. 
 

Gli aumenti maggiori riguardano l’energia

 
Anche negli USA, come nel resto del mondo, si stanno sentendo gli effetti dei rincari nel settore energetico. Lo scorso mese i prezzi dell’energia - nello specifico si tiene conto di un indice che comprende benzina, olio combustibile, elettricità e gas naturale - sono aumentati del 41,6% rispetto al 2021. 
 
 
 
 

 

Indubbio che, parte degli aumenti in questo settore, siano dovuti alla guerra che ancora continua in Ucraina e dall’utilizzo dell’aria condizionata
 
Secondo gli economisti, è facile che un’impennata dei prezzi dell’energia si ripercuota su tutta l’economia. Dai produttori ai consumatori, tutti spendono di più per ottenere le stesse cose che prima costavano meno. 
 
I cittadini con fasce di reddito medio-basse sono i più colpiti da questo tipo di fluttuazioni.  
 
Da un’analisi del Bureau of Labor Statistics condotta lo scorso mese dalla National Energy Assistance Directors Association, emergono dati come questo: chi guadagna, in media, 26.400 dollari all’anno è destinato a spendere il 25,7% del proprio reddito per le bollette di luce e gas. Nel 2020 la spesa ammontava al 20,3%. 
 

Inflazione al supermercato

 
Torniamo al banco della gastronomia, dove stiamo chiacchierano dell’inflazione con un gentile salumiere. 
 
Se diamo uno sguardo al banco dei latticini, possiamo facilmente renderci conto che il prezzo dei prodotti lattiero-caseari è aumentato (negli USA del 13,5% rispetto allo scorso anno). Addirittura pare che in America alcuni allevatori, preoccupati dai costi energetici per il trasporto, hanno preferito abbattere alcune mucche piuttosto che spedirle in altre fattorie, diminuendo di fatto la produzione.
 

 

 

A causa degli aumenti relativi al latte, anche il prezzo del burro è aumentato (+21,3%). Più costoso anche il pollame (+17,3%) e le uova (+33,1%). A causa dell’emergenza siccità, anche alcuni prodotti del banco frutta e verdura hanno registrato aumenti di prezzo (lattuga +11,4%, agrumi +9,3% e banane +6,57).  
 

Ma non ci sono solo aumenti 

 
A questo punto non possiamo che uscire imbronciati dal supermercato, salvo poi renderci conto che in realtà non tutto sta salendo di prezzo in questo periodo. 
 
Acquistare uno smartphone o un televisore, ad esempio, è diventato più economico. A quanto pare, l’acquisto massiccio che si è fatto all’inizio della pandemia di questo tipo di prodotti e di tutto ciò che concerne il mercato dell’elettronica, ha determinato una diminuzione della domanda
 
Secondo alcuni dati raccolti da NPD Group, una delle società di ricerche di mercato più grandi al mondo, negli USA circa il 71% dei televisori nella prima parte del 2022 sono stati venduti con grandi sconti promozionali (l’anno scorso la percentuale si attestava a meno del 20%). 
 
Sempre dall’America, si può osservare che partecipare ad un evento sportivo, prendere una nave o noleggiare un’auto costa meno rispetto allo scorso anno. 
 
Ci sono altri settori, invece, in cui non si sono visti né aumenti, né diminuzioni. Tra questi la stragrande maggioranza dei servizi su internet, i gioielli e le spese funerarie. 
 
Dai numeri del WSJ si può notare come anche al supermercato non è aumentato tutto: il prezzo dei pomodori, per esempio, non è aumentato neanche di un punto percentuale. Dato in controtendenza, addirittura, per le bistecche di manzo, il cui prezzo è diminuito dello 0,3%.
 
Insomma, possiamo lamentarci tranquillamente del fatto che “sono aumentati i prezzi”. Per capire invece cosa, come, quando e perché ci sono stati degli aumenti, bisognerebbe leggere e incrociare qualche dato. 
 
 
 
 

 

 


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