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L’immobiliare immune dalla pandemia è pronto a scoppiare?

L’immobiliare immune dalla pandemia è pronto a scoppiare?

Pubblicato Lun 15 Marzo 2021 - 15:36 da Arianna Mantovani Tag: Borsa

 

Il nerbo di un’economia, soprattutto per le famiglie, si sa è costituito dal mercato immobiliare. Da sempre fonte di ricchezza e sinonimo di patrimonio spesso tramandato da generazione in generazione.

 

Certo, si sta parlando di un mercato “tartaruga”, solitamente più lento rispetto al mercato azionario che tanto infervora gli animi di analisti e giornalisti finanziari.

 

Durante la pandemia infatti non si sono registrati drastici cali nei prezzi delle abitazioni, anzi! Una indicazione importante di come stanno andando le cose ci viene fornita dal Real Estate Institute della Nuova Zelanda, che ha segnato un aumento del 21,5% anno su anno nel mese di febbraio.

 

Per capire come sia possibile, basti volgere lo sguardo alla crisi economica del 2008, soprattutto se analizziamo i casi di Svezia, Canada e Australia, rispetto a ciò che è invece successo nel resto delle altre economie avanzate.

 

Una possibile risposta a questo fenomeno potrebbe essere il fatto che nel 2008, nonostante le condizioni dei sistemi bancari fossero migliori rispetto a quelle della crisi attuale, il sostegno economico a famiglie ed imprese è stato di gran lunga meno incisivo e robusto rispetto a quello sostenuto dalle maggiori economie per fronteggiare la pandemia di Covid 19; eccezion fatta per appunto Svezia, Canada e Australia, le quali essendo meglio sostenute con programmi economici a basso tasso di interesse e ad alto sostegno a famiglie e imprese  hanno registrato, 10 anni dopo il crollo di Lehman Brothers,  un incremento nel mercato immobiliare, rispettivamente del  55%, 41% e 25%. Mentre il resto delle altre economie avanzate registrava solo un misero aumento dell’1% nei prezzi delle case.

 

Se Canada, Svezia e Australia insegnano, allora i dispendiosi piani di aiuti economici e i bassi tassi di interesse voluti dalla Fed in questo particolare e difficile momento storico, potrebbero alimentare un imponente boom al rialzo dei prezzi delle case nei prossimi anni e questo potrebbe incidere negativamente da un lato sulla convenienza associata a prezzi più alti delle case, dall’altro potrebbe accelerare il processo di rialzo dei tassi di interessi  minimi mantenuti fino ad ora dalla Fed, costituendo una minaccia per il boom immobiliare.

 

La Cina sta già suonando l’allarme di una possibile bolla speculativa in procinto di scoppiare proprio sul mercato immobiliare interno e l’allarme riguarderebbe anche l’azionario statunitense ed europeo che sempre più si sta muovendo in direzione opposta a quella dell’economia reale.

 

Cosa succederà quando arriveranno le fisiologiche correzioni sui mercati?

 

 



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