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L'oggettività di Powell smonta l'entusiasmo delle Borse ?

L'oggettività di Powell smonta l'entusiasmo delle Borse ?

Pubblicato Ven 12 Giugno 2020 - 22:03 da Matteo Bertoni Tag: Borsa

Il bello della Borsa è che ciascuno di noi la racconta come gli pare e se prima nessuno riusciva a spiegare il rialzo poderoso che abbiamo visto fino ad oggi ecco che ora tutti si accalcano sul proscenio per spiegare quella che è una semplice correzione degli indici di Borsa. E trovare una ragione è molto facile ... adesso come adesso.

Andiamo con ordine.

Mercoledì la Federal Reserve ha mantenuto una posizione accomodante, dichiarando di non aspettarsi di alzare il tasso di interesse di riferimento fino al 2023.

“Non stiamo pensando di alzare i tassi. Non stiamo neanche pensando a pensare di alzare i tassi” ha detto ai giornalisti il ​​presidente della Fed Jerome Powell.

Alcuni economisti ritengono che il rapporto sull'occupazione di maggio pubblicato pochi giorni fa, dove si registra la creazione di 2,5 milioni di posti di lavoro, sia stato un buon segno.

Nonostante la sorpresa che lo stesso Powell definisce come “gradita”, egli ha anche affermato “Penso che dobbiamo essere onesti, è una lunga strada” ricordando come dall'inizio della crisi sono stati persi quasi 20 milioni di posti di lavoro.

Per questo motivo la Fed prevede una recessione del 6,5% del prodotto interno lordo nel 2020, in ripresa al tasso +5% nel 2021 e in crescita del 3,5% nel 2022 e dell’1,8% nel 2023 e una disoccupazione che nel 2020 colpirà il 9,3% della forza lavoro a causa dello shock economico causato dall'epidemia di Covid-19e una discesa progressiva al 6,5%, al 5,5% e al 4,1% nei prossimi anni.

La Fed ha anche annunciato che avrebbe posto fine al progressivo assottigliamento dei suoi acquisti di attività. In futuro, la Fed continuerà ad acquistare titoli del Tesoro e garantiti da ipoteca, "almeno al ritmo attuale".

Alcuni economisti e mercati finanziari hanno espresso preoccupazione per il fatto che questi acquisti, che secondo la Fed stanno supportando il funzionamento del mercato, potrebbero terminare. Al momento, la sta acquistando $ 20 miliardi in Treasurys e fino a $ 22,5 miliardi in obbligazioni ipotecarie per stimolare l'economia in termini di allentamento quantitativo.

L’inflazione misurata dall’indice PCE è stimata allo 0,8% quest’anno, in ripresa all’1,6% nel 2021, per poi salire ancora all’1,7% e al 2% negli anni successivi, mentre l’inflazione core dovrebbe attestarsi, secondo la Fed, all’1% nel 2020, all’1,5% nel 2021 e all’1,7% nel 2022.

Le buie prospettive della Fed sulla ripresa di quest’anno, unite alla decisione di mantenere i tassi fermi fino al 2022 hanno portato a questa correzione degli indici ma francamente fino a quando non vedremo una rottura della trendline rialzista, come ha scritto oggi Tomasini, non possiamo parlare di ribasso. Sono solo le ondivaghe reazioni di un Toro che ancora scalpita ...



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