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La settimana perfetta del sistema bancario Italiano: Draghi e il ritorno dell’inflazione mostrano i primi effetti?

La settimana perfetta del sistema bancario Italiano: Draghi e il ritorno dell’inflazione mostrano i primi effetti?

Pubblicato Lun 22 Marzo 2021 - 08:35 da Stefano Bonini Tag: Borsa

Abbiamo già evidenziato, verso la fine dello scorso anno, che il 2021 sarebbe stato l’anno dei titoli bancari, e settimana scorsa abbiamo avuto le dovute conferme.

 

Ma andiamo per ordine: a inizio settimana scorsa il Sole24ore riporta che allo studio di almeno “una grossa banca d’affari americana” ci sarebbe la fusione tra Unicredit e Mediobanca.

 

L’operazione vedrebbe in Leonardo Del Vecchio (il fondatore di Luxottica) il grande sponsor, in quanto socio sia di Unicredit per 1,9% sia di Mediobanca per 13%, in procinto però di salire al 20%, avendo già incassato l’ok da BCE.

 

Vista la natura dell’operazione e dei soggetti coinvolti appare ancora più chiara il perché la scelta di del nuovo AD sia caduta su Andrea Orcel, famoso nel mondo finanziario internazionale per operazione di M&A di alto livello.

 

Va comunque sottolineato la notizia dell’operazione non è nuova per gli operatori del settore, infatti era una ipotesi degli analisti di Deutsche Bank contenuta in un recente report, e ne avevamo parlato anche noi, nel nostro piccolo. 

 

Parlando di Risiko bancario è tornata in prima pagina BPer, che dopo essere stata protagonista nel 2020 insieme ad IntesaSanPaolo nell’operazione UBI, da un segnale forte al mercato.

 

La banca Modenese, infatti, cambia il capo azienda, dopo 7 anni in sella Alessandro Vandelli lascia per Pietro Montani, banchiere di lungo corso che conosce bene diverse banche, tra cui Bpm, il Banco Popolare e Carige.

 

Le prime due, che adesso sono una banca unica (BancoBPM), sono per BPer “l’ipotesi affascinante” di fusione, come dichiarato da Carlo Cimbri, amministratore delegato di Unipol, azionista di riferimento della banca modenese con una partecipazione del 19%.

 

Va però sottolineato che proprio in settimana CassaCentraleBanca ha definitivamente rinunciato ad esercitare l’opzione call per l’acquisto dell’80% del capitale di Banca Carige dal Fondo interbancario di Tutela dei depositi.

 

La scelta di avere Montani alla guida dell'istituto modenese risulta pertanto chiara: dovrà potenziare e ristrutturare la Banca guardandosi anche intorno, e chi meglio di lui che conosce molto bene, da dentro, tutti i possibili protagonisti/partner?

 

In settimana è arrivato anche il via libera dei revisori di PWC al Bilancio del 2020 di MPS, ma evidenziando “Incertezza significativa relativa alla continuità aziendale”.

 

La più antica banca del mondo è guidata da Guido Bastianini, che aveva sostituito Montani alla guida di Banca Carige.

 

È sempre di settimana scorsa la nascita ufficiale di un nuovo gruppo bancario a trazione pubblica, il Gruppo Bancario Mediocredito Centrale con Banca Popolare di Bari e Cassa di Risparmio di Orvieto.

 

Il Gruppo potrebbe essere un attore protagonista del riassetto del sistema bancario nazionale come “Banca Pubblica” visto che è detenuto al 100% da InvItalia, l'Agenzia nazionale per lo sviluppo guidata dall’AD Domenico Arcuri.

 

InvItalia è di proprietà del Ministero dell'Economia e quest’ultimo controlla anche il 68,2% del Monte dei Paschi di Siena.

 

In questo “piano ortogonale” rimane una certezza la quotazione del titolo CREVAL che anche la scorsa settimana ha quotato saldamente sopra i 12 Euro, nonostante OPA annunciata da Credit Agricole Italia sia di 10,5 Euro: ci sarà un rilancio?



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