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Zignago Vetro: analisi di una buy opportunity

Zignago Vetro: analisi di una buy opportunity

Pubblicato Mer 03 Agosto 2022 - 08:17 da Ilaria Ferrari Tag: Borsa

Zignago Vetro è da sempre tra i titoli seguiti e segnalati dall’Indipendente di Borsa.

 

Le aziende del Gruppo producono contenitori di vetro di elevata qualità per alimenti e bevande, per profumi e cosmetici, nonché bottiglie speciali in vetro per il mercato del vino e dei liquori, destinati al mercato nazionale e internazionale.

 

Il vetro è un materiale infinitamente riciclabile, ma la sua produzione richiede un elevato consumo di energia e di materie prime. Il Gruppo Zignago Vetro è fortemente impegnato su entrambi i fronti per abbassare l’impronta ecologica dei propri prodotti al fine di renderli realmente sostenibili dal punto di vista ambientale.

 

Il riciclo del vetro nella produzione vetraria, cioè la sostituzione dell’uso di materie prime vergini (sabbia, soda, calcare, dolomite, feldspato, ecc.) con rottame di vetro, consente di ottenere notevoli vantaggi ambientali, riducendo il consumo di risorse naturali, le emissioni e i consumi energetici.

Zignago Vetro è attiva attraverso tre società controllate nel recupero e riutilizzo di rottame di vetro, e si colloca quale operatore leader in questo settore in Italia.

Nel 2021 la percentuale di rottame esterno da Post Consumo (PCR) utilizzata per la produzione di vetro è al 49,6% (30% nel 2012). L’obiettivo 2022 è di raggiungere il 52% di rottame PCR su vetro prodotto e il 70% entro il 2030.

La crescita è lenta a causa della scarsa disponibilità sul mercato di PCR per produzione di vetro bianco.

Anche per questo motivo, nel 2017 è stata introdotta la linea di prodotti “Deep Green Collection”, costituita da contenitori per la cosmetica prodotti in vetro verde quasi interamente riciclato, permettendo una riduzione fino al -36% delle emissioni di CO2 di processo rispetto allo stesso articolo in vetro trasparente.

 

Oltre all’aumento della percentuale di vetro riciclato utilizzato nel processo produttivo, tra gli obiettivi ESG di Zignago Vetro al 2030 ci sono:

- la riduzione dei consumi energetici/idrici e dell’emissione di gas ad effetto serra tramite l’efficientamento e il rinnovamento degli impianti;

- l’aumento della percentuale di energia elettrica da fonti rinnovabili;

- l’efficientamento dei trasporti e della logistica.

 

Sul fronte della redditività Zignago Vetro si guadagna un bell’8 dal provider GuruFocus.

 

Fonte: GuruFocus.com

 

Negli ultimi 15 anni il ROE ha oscillato tra il 17% e il 39%.

 

La leva finanziaria (Total Assets/Total Stockholders Equity) ha sicuramente aiutato. Il debito, infatti, grazie al minore costo rispetto all’equity e alla deducibilità dal reddito d’impresa, viene sfruttato come moltiplicatore della redditività sul capitale (per maggiori dettagli si veda il mio recente articolo sulla scomposizione del ROE: https://www.emiliotomasini.it/uno-strumento-semplificato-per-lanalisi-di-bilancio-la-scomposizione-del-roe/).

 

Negli ultimi tre anni Zignago Vetro ha emesso 113.73 milioni di euro di nuovo debito, ma nel complesso la situazione finanziaria del Gruppo resta accettabile: a fine 2021 la leva finanziaria è pari a 2.71 e l’interest coverage ratio (EBIT/interessi passivi) si attesta a 61.74 (massimo degli ultimi dieci anni).

 

Giovedì 28 luglio la società ha comunicato i risultati del primo semestre 2022:

- ricavi a 299.6 milioni di euro (+28.6% rispetto al 2021), di cui il 30.6% fuori del territorio italiano;

- EBITDA a 64.1 milioni di euro (21.4 % sui ricavi, +3.5%);

- utile netto a 31.1 milioni di euro (10.4% sui ricavi, +8.2%).

 

La forte crescita dei ricavi nel primo semestre 2022 - riporta il comunicato stampa di Zignago Vetro - è stata trainata prevalentemente dall’incremento dei prezzi di vendita legati alla dinamica inflattiva dei fattori produttivi, in particolare quelli energetici. I volumi sono stati condizionati dai bassi livelli di giacenze di magazzino disponibili, con un livello di offerta inferiore alla domanda.

La progressiva introduzione di incrementi dei prezzi di vendita, unitamente a misure di ottimizzazione dei costi energetici ed efficientamento produttivo, hanno consentito un sensibile recupero di marginalità nel secondo trimestre (EBITDA al 24.1%).

 

Nel corso del primo semestre – continua il comunicato - la Società capogruppo ha portato a completamento il progetto di ammodernamento ed allargamento della propria capacità produttiva, con inizio della produzione nel nuovo forno dal mese di luglio.

 

Tecnicamente il titolo è in una congestione stretta dentro una congestione che dura da febbraio 2022, accompagnata da un’impressionante accumulazione di volumi.

 

 

Per analizzare tale congestione di più lungo periodo, ho aggiunto al grafico l’indicatore Volume Profile. Esso permette di visualizzare i volumi scambiati per livello di prezzo nel periodo di tempo selezionato, aiutandoci così a identificare i livelli di prezzo dominanti e/o significativi.

 

Il Point of Control (POC), ovvero il livello di prezzo con il maggior volume scambiato nell'intervallo di tempo selezionato, è intorno a 11.78€ (linea rossa).

 

La Value Area (VA), ovvero l'intervallo di prezzo in cui è stato scambiato il 70% del volume complessivo del periodo, è delimitata inferiormente da 11.22€ e superiormente da 12.24€ (linee azzurre). Non a caso coincide con il canale della congestione stretta.

 

Il 28 luglio siamo entrati sul titolo con il Portafoglio Breakout con un ordine buy stop a quota 12.23€, alla rottura del limite superiore della congestione stretta. Lo stop loss a 10.77€ è in corrispondenza del limite inferiore della congestione di più lungo periodo.

 

Il primo obiettivo è a quota 13.28€, limite superiore della congestione in corso da febbraio 2022.

 

Secondo un’analisi DCF di matrice indipendente il fair price di Zignago Vetro è intorno a 15.56€, con un potenziale implicito di upside di circa 25 punti percentuali.

 

Che dire? I presupposti ci sono tutti.



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