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[ COMPLETO ] Il rialzo morirà per mano dei tassi ma non sappiamo quando

[ COMPLETO ] Il rialzo morirà per mano dei tassi ma non sappiamo quando

Pubblicato Ven 14 Maggio 2021 - 16:26 da Emilio Tomasini Tag: Borsa
A questo tema sono particolarmente affezionato: le Borse scenderanno perché salgono i tassi ? Non è vero, o almeno non è vero nella misura in cui il tasso di incremento degli utili va più che a compensare l’incremento del corso del denaro. Cioè se l’economia pompa e pompa alla grande non aspettatevi che i tassi siano la patologia che ammazza i rialzi. O meglio li ammazza nel lungo periodo quando arrivano alla fine per cui ci si può aspettare un lungo e piacevolissimo rialzo inframmezzato da tanti spaventi. Scartabellando tra i grafici che per professione sono costretto a guardare ogni settimana ho trovato il grafico che segue che mostra una epoca che mi è famigliare ovvero quella di quando mi sono avvicinato professionalmente per la prima volta alla borsa. Come vedete i tassi dei Treasury ovvero le obbligazioni Usa salivano ma il Nasdaq si prendeva qualche scossone e poi ripartiva: è stato solo alla fine del lungo viaggio che i tassi sono riusciti ad avere la meglio ed abbiamo avuto il ribasso 2001 – 2003.
 
 
 
Tutto questo per dire una banalità: non possiamo ancora dire che le Borse scendono perché salgono i tassi, i tassi potranno salire ancora a lungo perché l’economia corre. Negli USA ormai ti viene da scappare da ridere perché mancano ad esempio i camion per le consegne e mancano i guidatori di camion, mancano le macchine negli autosaloni e quelle usare incrementano i loro prezzi di vendita, poi mancano i camerieri e mancano gli addetti alle reception e 5 milioni di americani sono andati anticipatamente in pensione durante il covid e si fa fatica a rimpiazzarli. In Italia sembra che siamo tutti impazziti: i ristoratori piazzano tavolini lungo i marciapiedi senza nessuna autorizzazione e la gente li affolla in maniera avida: i tavoli girano 3 o 4 volte in un giorno e la pizza rimane dopo le criptovalute l’articolo più redditizio del mondo.
 
 
A livello globale però la liquidità si sta allocando in un modo che non favorisce certo il nostro Paese: di seguito il grafico della forza relativa del Ftse All Share rispetto ai principali indici azionari. Della serie elettrocardiogramma.
 
 
E anche la produzione industriale del nostro paese è piatta, a differenza di quella di altri paesi che invece sta volando:
 
 
E tutto questo per dire cosa ? Che se anche il nostro grafico del Ftse All Share sembra voler aggredire i massimi del febbraio 2020 manca completamente il “respiro” del mercato (come indicato dalla linea curva sotto il grafico del Ftse All Share) e manca completamente quella benevolenza che dovrebbe avere l’economia per una prospettiva rosea di recupero. Tra un falso breakout al rialzo e una esplosione ce ne passa. Aggiungiamoci anche che siamo a metà maggio e difficilmente il detto “Sell in May and go Away” viene smentito.
 
 
Pubblico anche un grafico, per quanto io non ci creda molto, che sovrappone la curva dell’Sp500 odierna a quella di un anno fa e si può vedere come siamo alla vigilia di un ritracciamento / congestione, almeno stando a questo grafico e credendo che necessariamente il passato sia uguale al futuro e viceversa (purtroppo io ne ho dei dubbi). Siccome molti amano questo genere di similitudini posto comunque il grafico:
 
 
 
Ad ogni buon conto ci sono diversi titoli che stanno sgroppando al rialzo e attingiamo all’Independent Trend Index (ITI) disponibile pubblicamente su https://www.emiliotomasini.it/indicatore-iti/ per trovare qualche titolo che possa assecondare gli istinti rialzisti di molti lettori, visto che in ogni caso non è detto che molti titoli volino al rialzo anche in questa situazione strana, è chiaro che alla fine della fiera è sempre e comunque un discorso di rischio / rendimento: se compri durante un rialzo è facile guadagnare, se devi cercare l’ago nel pagliaio di un ribasso o di una congestione è un altro paio di maniche:
 
AZIONI PORTOBELLO: Il grafico di azioni Portobello è la prova vivente che dopo lunghe congestioni i nuovi trend sono altrettanto lunghi. La corsa del titolo è partita a inizio marzo, quando possiamo notare l'arrivo degli investitori istituzionali che hanno comprato in massa facendo schizzare volumi e prezzi. Proprio a marzo la società ha comunicato i risultati dell'esercizio 2020, caratterizzato da ricavi e proventi per 64 milioni di euro (+39% rispetto al 2019). Secondo i vertici, l'attività continuerà a crescere anche nell'anno in corso. 
 
 
AZIONI SEBINO: Matricola della Borsa italiana nata la scorsa estate, da metà marzo ha messo l'acceleratore partendo in una spinta al rialzo (sia dei prezzi sia dei volumi). L'azienda ha recentemente comunicato di avere sottoscritto una commessa con Pirelli per 1,6 milioni di euro. A fine marzo Sebino ha comunicato i risultati del 2020, chiuso con ricavi in aumento del 24,2% rispetto al 2019 e l'utile balzato da 3,36 milioni a 7,53 milioni di euro.
 
 
AZIONI INTRED: La curva di Intred per il momento è quella più regolare, senza stravolgimenti improvvisi e sproporzionati.
Si può dire che il rialzo sia iniziato a febbraio 2019 e non si sia mai interrotto. Peccato per i volumi, che invece restano bassi e non crescono. L'operatore di telecomunicazioni ha di recente comunicato i risultati del primo trimestre 2021: i ricavi, pari a 9,4 milioni di euro, sono in crescita del 10% e a livello di infrastruttura, rispetto al 31 marzo 2020, la rete in fibra ottica di proprietà è passata da 3700 km a 4000 km. 
 
 
AZIONI SIT: Anche per azioni Sit dopo una congestione è partito il trend che permette al titolo di entrare nella nostra classifica dell'ITI. il rialzo, iniziato a inizio anno, è andato di pari passo con l'aumento dei volumi. La società, attiva 
nella produzione di componenti per il controllo e la regolazione di apparecchi per il riscaldamento, ha recentemente
comunicato i risultati dei primi tre mesi dell'anno in corso. Il periodo in esame si è chiuso con ricavi per 92,7
milioni di euro, in aumento del 26,2% rispetto all'anno precedente. A fine marzo l'indebitamento era sceso a circa 
110 milioni, rispetto agli oltre 115 di inizio anno. 
 
 
AZIONI GPI: Ancora una volta, anche nel caso di azioni GPI il trend rialzista (in questo caso partito a fine 2020) è andato a braccetto con una lievitazione di volumi che non fa mai male. L'azienda, attiva nel settore dell'informatica socio-sanitaria, ha chiuso il 2020 con ricavi per oltre 271 milioni di euro (+12,5% rispetto al 2019) e un Ebitda passato da 32,2 milioni a 40,2 milioni di euro. Il management prevede per l'anno in corso ricavi superiori a 330 milioni di euro e una marginalità di oltre il 16,5%. 
 
 
AZIONI EMAK: Bella curva al rialzo che tocca il paradiso e bei volumi per azioni Emak. La società, che opera nel settore
dell'outdoor power equipment e delle pompe, ha chiuso il primo trimestre dell'anno con ricavi per 162,88 milioni (+38% 
rispetto allo stesso periodo del 2020) e un Ebitda passato da 13,92 milioni a 26,92 milioni di euro. Il management ipotizza,
per il 2021, una crescita del fatturato tra il 15 e il 20%.
 


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