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Le migliori azioni di Piazza Affari #3: GVS

Le migliori azioni di Piazza Affari #3: GVS

Pubblicato Mar 01 Marzo 2022 - 19:06 da Ilaria Ferrari Tag: Borsa

Andiamo ad approfondire un altro titolo della lista delle migliori azioni di Piazza Affari (https://www.emiliotomasini.it/il-portafoglio-breakout-scommette-sulle-migliori-azioni-di-piazza-affari/): GVS.

 

Ricordo che i filtri impostati per selezionare le migliori azioni quotate sulla Borsa Italiana si basano fondamentalmente su tre macro-criteri:

  • - reddito netto positivo e in crescita negli ultimi 3 anni;
  • - ottima redditività del capitale azionario (ROE) e del capitale investito (ROIC) negli ultimi 10 anni;
  • - indebitamento moderato e sostenibile.

 

Fonte: GuruFocus.com

 

Sul fronte del timing di ingresso, si possono seguire due diverse strategie contrapposte:

- in un’ottica di breve periodo (strategia breakout): comprare alla rottura dei massimi storici, o comunque a loro ridosso;

- in un’ottica di medio-lungo periodo (strategia value): comprare in una fase di forte debolezza, eventualmente anche con un piano di accumulo.

 

Il gruppo GVS si colloca tra i leader mondiali nella fornitura di soluzioni filtranti in ambienti altamente regolamentati.

 

Si tratta di un’azienda “Covid 19”, ovvero una di quelle poche fortunate che grazie al proprio particolare settore di business hanno beneficiato della pandemia.

 

Dopo un 2020 eccezionale (https://www.emiliotomasini.it/attenzione-a-gvs/), era inevitabile un anno di assestamento.

 

Nel novembre scorso sono stati presentati i risultati dei primi nove mesi 2021.

 

Il periodo si è chiuso con ricavi pari a 258 milioni di euro, sostanzialmente in linea con lo stesso periodo del 2020. Tale risultato è principalmente riconducibile a due diverse tendenze: la crescita delle divisioni Healthcare & Lifesciences e Energy & Mobility, che mantengono un trend positivo rispetto all’anno precedente, e la frenata della divisione Health & Safety, che riflette il passaggio a uno scenario post-pandemico.

 

In contrazione, invece, il margine operativo lordo sui ricavi che è sceso al 33.3%, in calo rispetto al 40.3% dello stesso periodo nell'esercizio precedente.

 

L'utile netto è sceso a 59.5 milioni di euro, rispetto ai 63.9 milioni dello stesso periodo dell'anno scorso.

 

Il mercato non ha reagito positivamente a queste notizie, trascinando giù il titolo di oltre il 30% in poco più di tre mesi.

 

 

Tuttavia, a legger bene il comunicato stampa di GVS, i target 2021 non sono stati ritoccati al ribasso.

 

Inoltre, la crescita prevista sul 2019, escludendo appunto il 2020 eccezionale, è comunque del 52% circa (contro il 60% del 2020 sul 2019). Da questo si può dedurre che la componente di crescita legata al Covid, e quindi transitoria, è comunque residuale e buona parte della crescita degli ultimi due anni può considerarsi invece “acquisita”.

 

Fonte: Presentazione finanziaria GVS 10/11/2021

 

Nel dicembre 2021 GVS ha comunicato di aver stipulato un accordo vincolante per acquisire l'intero capitale sociale di Shanghai Transfusion Technology (STT), azienda con sede a Shanghai attiva nella produzione e vendita di prodotti legati al trattamento del sangue (ad esempio, sterilizzazione del plasma, filtri per la leucodeplezione e sacche per le trasfusioni ematiche, farmaci e accessori).

 

L'acquisizione di STT avviene a distanza ravvicinata con l’apertura di tre centri distributivi in Malesia, Thailandia e Vietnam, rappresenta un'opportunità strategica molto importante per GVS per consolidare il proprio posizionamento sul mercato healthcare cinese e asiatico (al momento 11% dei ricavi), promuovendo tutta la sua linea di prodotti.

 

Sul fronte dei fondamentali, dunque, il ribasso del 33% appare fuori misura.

 

Secondo un modello di valutazione basato sullo sconto dei futuri flussi di cassa, il fair price di GVS si aggira intorno a 10.32€ (potenziale implicito di upside del 16% circa).



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