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Sabaf batte ancora una volta le aspettative

Sabaf batte ancora una volta le aspettative

Pubblicato Mer 11 Agosto 2021 - 11:47 da Ilaria Ferrari Tag: Borsa

Torniamo ancora una volta a parlare di Sabaf, uno dei principali produttori mondiali di componenti per cucine ed elettrodomestici per la cottura a gas.

 

A febbraio ne avevo sottolineato il momentum legato alla diffusione degli ottimi risultati dell’esercizio 2020 e le ottime prospettive per il 2021 (https://www.emiliotomasini.it/risultati-2020-record-azioni-sabaf-in-rampa-di-lancio/), a marzo il ritocco al rialzo delle stime per il 2021 e la presentazione dell’ambizioso Piano Industriale 2021-2023 (https://www.emiliotomasini.it/la-corsa-di-sabaf-continua/).

 

La scorsa settimana sono stati presentati i risultati del primo semestre 2021 ed è arrivata una nuova revisione al rialzo delle stime per l’anno in corso.

 

I ricavi sono stati pari a 137.7 milioni di euro, superiori del 76% rispetto ai 78.2 milioni di euro del corrispondente periodo 2020, con una crescita omogenea in tutti i mercati.

 

Nel primo semestre di quest’anno sono stati realizzati investimenti per 16.2 milioni di euro, una parte dei quali in anticipo rispetto a quanto inizialmente pianificato, principalmente allo scopo di ottenere un aumento della capacità produttiva. In particolare, tra gli investimenti principali del periodo, si segnalano:

- l’avvio della produzione in un nuovo stabilimento a Manisa (Turchia) dedicato ai prodotti della Divisione Elettronica;

- l’incremento della capacità produttiva di bruciatori negli stabilimenti di Brasile e Turchia;

- l’acquisto di un terreno a San Luis de Potosì (Messico), dove il Gruppo intende realizzare un nuovo impianto produttivo entro il 2022.

 

L’elevato livello di sfruttamento della capacità produttiva ha favorito un notevole miglioramento della redditività: l’EBITDA del primo semestre 2021 è stato di 32.2 milioni di euro (pari al 23.4% del fatturato e superiore del 142% rispetto allo stesso periodo del 2020, quando aveva rappresentato il 17% delle vendite).

 

L’utile netto è schizzato addirittura a 16.7 milioni (+591% rispetto ai primi sei mesi del 2020).

 

La cosa ancora più eccezionale è che se si guarda al secondo trimestre 2021 l’accelerazione è stata ancora più forte: +112% i ricavi, +205% l’EBITDA e +846% l’utile netto rispetto al secondo trimestre 2020. Si tratta del quarto trimestre consecutivo di forte crescita progressiva.

 

Dopo l’ennesimo ritocco al rialzo, i nuovi obiettivi per il 2021 sono:

- ricavi a €255-260 mln (contro le precedenti previsioni di €240-250 mln);

- EBITDA margin superiore al 22% (contro la precedente previsione “sopra il 21%”).

 

Il titolo ha passato il test a quota 23.7€ (massimo di novembre 2017) indicato nell’articolo di marzo e, come avevamo ipotizzato, si è spinto a toccare i livelli di prezzo del 2010, che continua a lambire da ormai due mesi.

 

Secondo un modello DCF il fair value oggi si aggira intorno a 31.75€ (potenziale di upside del 20.72%), di poco superiore al massimo storico di 31.5€ raggiunto da Sabaf nel 2007. Se trova la forza di rompere l’attuale resistenza, è destinato a tornarci.

 

 

Guardando al grafico sottostante, è interessante notare come il mercato nel caso di Sabaf si sia mostrato sempre molto “razionale” nel passato, prezzando il titolo a un rapporto pressoché costante rispetto agli utili.

 

Quella in nero è la earnings line di Peter Lynch, che prezza 15€ ogni euro di utile per azione (P/E uguale a 15). Viene considerata un metodo rapido per avere un’indicazione di sopra o sottovalutazione di un titolo azionario, qualora il prezzo si trovi rispettivamente molto sopra o molto sotto la linea.

 

Quella in rosso è una earnings line alternativa che considera come prezzo equo di un euro di utile per azione non il valore fisso di 15€, ma il P/E (senza non-recurring items, ovvero le componenti di reddito non ricorrenti) mediano storico del titolo stesso. Nel caso di Sabaf, comunque, il valore si discosta di poco (14.6) e pertanto le due linee sono praticamente sovrapposte.

 

Come anticipato, però, la cosa interessante è che il prezzo del titolo si è sempre tenuto relativamente vicino alla earnings line, rimanendo quindi sempre ben ancorato ai fondamentali della società.

 

In questo senso, è ragionevole aspettarsi una nuova crescita del titolo solamente a fronte di un effettivo aumento dell’utile per azione (per il quale, d’altra parte, sembrano esserci tutti i presupposti).

 

Fonte: GuruFocus.com



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