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Sabaf: riprende la corsa?

Sabaf: riprende la corsa?

Pubblicato Mar 31 Maggio 2022 - 10:57 da Ilaria Ferrari Tag: Borsa

Sabaf è tra i leader mondiali nella produzione di componenti per cucine ed elettrodomestici per la cottura a gas. La produzione comprende rubinetti e termostati a gas, bruciatori a gas per uso domestico e professionale, cerniere per forni, cucine, lavatrici, lavastoviglie, timers e controlli elettronici per apparecchi elettrodomestici.

 

Link ai precedenti articoli:

• 22.02.2021: https://www.emiliotomasini.it/risultati-2020-record-azioni-sabaf-in-rampa-di-lancio/

• 30.03.2021: https://www.emiliotomasini.it/la-corsa-di-sabaf-continua/

• 11.08.2021: https://www.emiliotomasini.it/sabaf-batte-ancora-una-volta-le-aspettative/

• 28.03.2022: https://www.emiliotomasini.it/sabaf-nuovo-record-fy-2021-e-outlook-2022-positivo/

 

L’azienda è stata recentemente inserita nella classifica delle 100 aziende italiane maggiormente impegnate nell’abbattimento delle proprie emissioni di CO2 con azioni documentabili, stilata dal Corriere della Sera e Statista (Aziende green: la classifica delle più attente al clima- Corriere.it).

Le emissioni di CO2 considerate nella ricerca sono sia quelle dirette che comprendono emissioni di gas a effetto serra da fonti di proprietà o controllate dall'azienda (es. l’uso di combustibili per il riscaldamento e per il parco auto e gas refrigeranti), sia quelle indirette che derivano dalla generazione di elettricità acquistata, riscaldamento, raffreddamento e vapore.

La classifica è stata stilata in base al tasso di riduzione del rapporto emissioni/fatturato per gli anni 2018-2020, pari a 3.88% nel caso di Sabaf (Sustainability - Sabaf Group_HA Factory April 2022_0.pdf).

 

Il Gruppo Sabaf, inoltre, attraverso la controllata ARC, è uno dei fornitori strategici dello studio di fattibilità Hy4Heat del governo britannico, che mira a zero emissioni di CO2 negli apparecchi domestici per la cottura e il riscaldamento attraverso la sostituzione del gas naturale (CH4) con l’idrogeno, giudicato il carburante del futuro in quanto completamente privo di carbonio.

Sono stati già realizzati dei prototipi di bruciatori al 100% idrogeno e, secondo il CEO di ARC Loris Gasparini, non ci sono ostacoli alla produzione immediata in larga scala.

 

Nel primo trimestre del 2022 il Gruppo Sabaf ha conseguito ricavi di vendita pari a 70.9 milioni di euro, superiori del 9.3% rispetto ai 64.8 milioni di euro del primo trimestre 2021.

L’incremento dei ricavi è principalmente ascrivibile all’aumento dei prezzi di vendita, adeguati in più occasioni nel 2021 e nel primo trimestre 2022 per compensare i continui incrementi dei costi di materie prime ed energia.

I volumi di vendita sono stati stabili rispetto al primo trimestre del 2021.

 

L’EBITDA del primo trimestre 2022 ha raggiunto 13 milioni di euro, pari al 18.4% delle vendite, in flessione rispetto ai 15.1 milioni di euro del primo trimestre 2021 (23.3% delle vendite), che aveva beneficiato di una domanda eccezionalmente elevata e di aumenti dei costi delle materie prime non ancora rilevanti.

I più recenti incrementi dei listini di vendita hanno consentito un netto miglioramento della redditività rispetto al quarto trimestre del 2021 (che si era chiuso con un EBITDA di 10 milioni di euro, pari al 16% delle vendite), nonostante l’impatto ancora elevato dei costi energetici (maggiori costi per 1.8 milioni di euro rispetto al primo trimestre 2021).

 

L’utile netto del periodo è stato di 7.5 milioni di euro (8.5 milioni di euro nel primo trimestre 2021 e 0.6 milioni di euro nel quarto trimestre 2021).

 

Alla luce dei risultati del primo trimestre, nel complesso Sabaf ha dimostrato di saper gestire egregiamente gli effetti degli aumenti dei prezzi dell’energia e delle materie prime.

 

L’incremento delle vendite da nuove commesse sta proseguendo in linea con le previsioni, pur nell’incertezza provocata dal protrarsi del conflitto tra Russia e Ucraina.

Il Gruppo ha confermato per il 2022 una previsione di ricavi compresa tra 275 e 280 milioni di euro (+5% / +6% rispetto al 2021) e una redditività in linea con i valori medi storici.

 

Se a fine marzo non c’era particolare momentum e avevo scritto che l’acquisto del titolo era da valutare in ottica Value, ora la situazione è mutata.

 

Da allora Sabaf ha fatto circa il +28% e ha appena rotto al rialzo una congestione stretta.

 

Secondo un modello di valutazione DCF basato su ipotesi prudenziali, il potenziale implicito di upside è ancora del 22% circa (fair price 31.63€).

 

L’acquisto del titolo può essere valutato in ottica Breakout alla rottura del massimo relativo a quota 26.40€.

 



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